Ciao a Tutti,
Come avrete letto sulla stampa, la FIEG ha chiesto all'AGCM di aprire
un'istruttoria nei confronti di Google in relazione al nostro servizio
Google News. Siamo contenti che ci sia offerta la possibilità di fare
chiarezza sul funzionamento di Google News, infatti crediamo che il
nostro aggregatore di notizie online rappresenti un'importante
strumento di informazione per gli utenti ed un'interessante opportunità
di business per gli editori.
Questo è il post che è stato pubblicato sul nostro European Public Policy Blog,
nel quale si chiarisce il meccanismo di esclusione di una
notizia da Google News. Un argomento che oggi ha riscosso una grande
attenzione e su cui pensiamo si sia creato un fraintendimento con la FIEG.
Ecco, in italiano, il testo del post di Josh Cohen:
"E'
possibile che abbiate letto oggi sulla stampa italiana che l'Antitrust
ci ha notificato un'indagine in relazione a Google News come
conseguenza di una segnalazione della FIEG (Federazione Italiana
Editori di Giornali). In questo momento stiamo rivedendo la notifica in
dettaglio, ma nel frattempo abbiamo pensato che fosse utile fare
chiarezza sul meccanismo con cui gli editori possono controllare i loro
contenuti sul web.
Primo,
l'obiettivo di Google News è sempre stato quello di mettere a
disposizione prospettive diverse su una notizia e di portare i lettori
di tutto il mondo sui siti degli editori. Noi non visualizziamo le
notizie nella loro completezza, piuttosto il nostro approccio è simile
a quello che adottiamo per la ricerca su web: mostriamo semplicemente
il titolo della notizia, una o due righe di testo e poi il link al sito
dell'editore. Insomma, giusto le informazioni utili perché il lettore
sia invogliato a leggere l'intero articolo. Una volta che l'utente fa
click sul link e viene reindirizzato all'articolo, sta all'editore
decidere come trarre profitto dal contenuto. Il giornale può scegliere
se far pagare il lettore per accedere all'intero articolo oppure può
ospitare pubblicità sul proprio sito.
Chi
fornisce notizie, analogamente a qualsiasi altro editore online, ha il
pieno controllo sul fatto di rendere visibili i propri contenuti
attraverso i servizi di Google. Quindi, se un editore non vuole essere
trovato su Google.com o su Google.it o su un altro motore di ricerca,
può evitare l'indicizzazione automatica utilizzando uno standard
universalmente accettato, chiamato robot.txt. Gli editori hanno anche
una serie di altre modalità per controllare come i loro contenuti
appaiono (o non appaiono). Una di queste opzioni è per esempio quella
di continuare a comparire nei risultati di ricerca di Google senza
comparire su Google News. In questo caso, tutto quello che deve fare è contattarci
e richiedere la rimozione dal servizio. In effetti, abbiamo incontrato
diversi editori italiani e rappresentanti della FIEG proprio
quest'estate per spiegare loro queste opzioni.
Noi
rispettiamo i desideri dei proprietari del contenuto, ed è per questo
che abbiamo fatto in modo che non far parte dei nostri servizi sia
semplice. Tuttavia, quando si tratta di Google News, riceviamo di gran
lunga più richieste di essere inclusi nel servizio di quante ne
riceviamo per la rimozione. Questo
è perché gli editori capiscono che il traffico generato da Google News,
e da servizi ad esso analoghi, è un traffico di valore: Google News
porta oltre 1 miliardo di click al mese agli editori di notizie, molti
dei quali traggono profitti da questo traffico grazie alla pubblicità
presente sui loro siti."
Resto
a vostra disposizione per commenti o informazioni.
A presto.
--
Marco Pancini
European Senior Policy Counsel
Google Italy
Corso Europa, 2
20122 Milano, Italia
Tel. +39 02 36618524
Cell. +39.348.9946222
pancini@google.com
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