Ciao don Luca, grazoe deòòa segnalazione. Riporto alcuni passaggi che vorrei mettere in relazione con la legalizzazione della Eugenetica Post-Natale, recentemente riproposta da Marco Cappato: https://www.associazionelucacoscioni.it/notizie/comunicati/sentrenza-storica... Quando l'eugenetica post-natale sarà legale, potremo finalmente decidere chi vuole vivere e chi no, riducendo finalmente i costi per la sanità pubblica ed il sistema pensionistico senza impattare la produttività del Paese ed il PIL. Giacomo ____ «Esiste ormai un’industria della persuasione politica che fattura miliardi di dollari: usa potentissimi strumenti informatici e anche psicologici per alterare le scelte dei cittadini. Quando votano, ma non solo. Sono aziende costruite per produrre servizi di propaganda e disinformazione: prendono di mira i singoli individui, ne ricostruiscono idee, abitudini e vulnerabilità attraverso i loro dati personali e li spingono a cambiare comportamento. Facendo, a volte, perfino scelte contrarie ai loro interessi. Cambridge Analytica era all’avanguardia in queste tecniche di manipolazione delle coscienze. Oggi non c’è più, ma esistono altre imprese simili». [...] Avete usato questi dati in vari modi. Qual è il più pericoloso? «Gli strumenti sono tanti: le psy-ops, operazioni psicologiche, il confronto dei dati individuali, la costruzione di modelli che aiutano a completare i profili carenti. Ad esempio sappiamo che gli oppositori di Trump tendono ad avere automobili straniere, a fare vacanze in Florida e a mandare i figli in certe università. Questi sistemi di microtargeting consentono di individuare, tra le persone avverse al tuo candidato, quelle meno impegnate, le più disilluse. In politica sono i swing voters . Nel marketing commerciale sono chiamati brand switchers. Sono i persuadables: ti concentri su di loro, inutile perdere tempo con chi già ha convinzioni forti. Capisci quali sono gli elettori potenziali del tuo avversario e li allontani dalle urne con pressioni psicologiche di vario tipo. Questa è l’arma più potente, la più pericolosa per la democrazia: inviare loro, al momento giusto, messaggi fuorvianti, costruiti per istillare paura e insicurezza. Spesso basta spostare l’1 o il 2 per cento per cambiare l’esito di un voto. Trump ha vinto nei tre Stati decisivi per poche migliaia di voti». [...] Lei che ha lavorato con i materiali di Facebook e conosciuto bene Bannon vede una connessione tra le due cose? «Domanda fantastica. Credo che la natura e le intenzioni di Zuckerberg e Bannon siano simili. Seguono la stessa logica: per fare in modo che le cose vadano come vuoi tu devi imporre le tue regole. Le devi creare tu stesso dimostrando che il vecchio modello non funziona più. Steve l’ha fatto a tappeto negli Usa e poi anche in molti Paesi europei, compresa l’Italia. Mark lo ha fatto cercando di rompere le regole che in giro per il mondo limitavano l’attività di Facebook. Oggi siamo a un bivio: lasciare libera Facebook di fare ciò che vuole o fissare regole che impediscano a Zuckerberg di rompere altre cose?». [...] «Accade quando sei sui social media come Facebook o Twitter, quando scambi email o quando fai ricerche su Google. I risultati, la pubblicità, gli articoli che ti arrivano sono messi lì con un proposito, non c’è niente di casuale. Non te ne rendi conto, ma sei bersaglio di strategie sofisticate, basate anche sulle tecniche della psicografica: l’analisi dei profili psicologici e delle fragilità di ognuno di noi. Se sfrutti queste debolezze per vendere prodotti commerciali è un conto. Con la politica le cose cambiano». [...] Ma ricordo che, in una delle prime riunioni a cui partecipai, Nix disse: “Noi non siamo una società che vende pubblicità: noi cambiamo i comportamenti della gente”. On 25/11/2019, don Luca Peyron <dluca.universitari@gmail.com> wrote:
Una bella intervista che ci svela che il cuore dell'essere umano è sempre a rischio...
Buona lettura
dl
https://www.corriere.it/sette/esteri/19_novembre_15/ex-ragazza-cambridge-ana... _________________________ www.universitari.to.it via XX settembre 83, Torino tel. 011 5156239