Fiorella pone una questione centrale per la legittimità di un regime democratico nell'era digitale: la partecipazione informata ai processi deliberativi, come parte espansa dell'Open Data e dell'Open Government. Arturo ha risposto con onesta sincerità. Ciò che emerge da questo scambio è che i partiti e gruppi parlamentari attuali non sono in grado di affrontare un processo/percorso che nei fatti mette in discussione le dinamiche che generano le responsabilità e le regole cui rispondono i depositari del potere di decisione. E' una questione aperta, cui la simulazione Grillo/Casaleggio apparentemente risponde mascherando una relazione profilata e broadcasting. Mi sembra già importante l'incontro del 14 marzo, immagino la fatica fatta per organizzarlo, spero che non si risolva in accrediti preelettorali o per percorsi personali, pur legittimi. Per la definizione di politiche per l'Italia digitale, vorrei ad esempio capire che fine fa la Commissione Caio e il suo lavoro, forse oggi ne sapremo di più. Inoltre prima o poi ci porremo il problema della dissipazione di competenze e di ruolo che l'Italia affronta nella produzione digitale senza una politica industriale dedicata, si pensi alle chiusure e delocalizzacioni, di Italtel, STMicroelectronics Micron, ecc. Fiorello -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fiorella de cindio Inviato: martedì 11 marzo 2014 22.52 A: A Dicorinto; nexa Oggetto: Re: [nexa] Le politiche per l'Italia digitale: Camera dei Deputati 14 marzo caro Nexiani, per una questione di serietà non vorrei far cadere la questione che ho lanciato con un messaggio tweet-like durante le ora di lavoro. Non è detto in chiaro, ma chiedo se è corretto affermare che questo convegno intende proporre da parte degli organizzatori - Gruppo Parlamentare Partito Democratico - Gruppo Parlamentare Sinistra Ecologia e Libertà - Forum Innovatori di SEL all'attenzione del nuovo governo le politiche dell'agenda digitale, declinati in un tiolo che menziona - Start up, - smart cities, - PA innovative, - Internet - telecomunicazioni ovviamente, come sottolinea Arturo, gli organizzatori sono liberi di identificare le priorità che ritengono opportune , e di essere "valutati" per le scelte che fanno. E quindi, riconsiderando a mente fredda la mia reazione a botta calda ("peccato che nelle politiche per l'Italia digitale ci sia la politica ma non la "democrazia"), e la risposta di Arturo: - la scelta di non parlare di democrazia elettronica è stata fatta scientemente visto il gran successo delle ultime iniziative sulla democrazia elettronica - questo non significa che il tema non emergerà dagli interventi dei parlamentari avanzo queste considerazioni: - che forse la ragione non tanto del successo delle iniziative sulla democrazia elettronica quanto dell'interesse che questo tema suscita è dovuto al fatto che (per ragioni che non posso riassumere in un messaggiogià troppo lungo nell'era dei tweet) c'è una diffusa consapevolezza che sia un tema davvero importante per capire se come sia possibile ripensare/rifondare la sofferente democrazia nell'era digitale; - che quindi lascia perplessi la scelta di toglierla *scientemente* per eccesso di successo/interesse dalla "lista della spesa" dell'AD da sottoporre al nuovo governo, laddove si lasciano temi non certo non rilevanti, ma che forse molti - esperti ma anche cittadini comuni - percepiscono come meno pressanti: se mai il governo recepisse la vostra lista, il tema "di successo" starebbe fuori; - che affidare l'emersione di questo tema agli interventi dei parlamentari (cioè della politica) significa affrontarlo senza quella introduzione "culturalmente orientata" che mi pare sia l'obiettivo della Giornata di Studio. E se c'è un tema che bisognerebbe fare ogni sforzo per sottrarlo alla discussione ideologica, e incanalarlo in una discussione il piu' possibile razionale e documentata, è prorpio questo. - quanto alle disuguaglianze, oltre a quella di genere che ha ricordato Stefania, temo che questo incontro risenta di altre disuguaglianze: quelle di provenienza geografica (la maggior parte degli intreventi sono romano-centrici) e partitica (sembra utile avere un cartellino, se non una tessera). Donna che lavora a Milano e orgogliosamente senza partito (anche se desiderosa di mettere le sue poche competenze a disposizione di tutti quelli interessati): un destino segnato ;-) un sincero e affettuoso saluto a tutti --fiorella _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa