Leggo solo ora. Mi scuso se i miei toni sono apparsi in qualche modo inappropriati.
Nella app di Singapore i dati sono criptati e rimangono sul cellulare, vengono estratti solo in caso un infetto autorizzi a farlo, ma riesco ad immaginare un protocollo più rispettoso: il paziente potrebbe selezionare i dati in funzione del timestamp. Inoltre non vengono registrati i luoghi dove sono avventuti i contatti e questo permette di offuscare molti particolari, se per caso ci fosse un'indagine.
Credo che lei sottovaluti enormemente la facilità di incrociare queste informazioni "di contatto" con altre informazioni utili ad per individuare esattamente i luoghi in cui i contatti sono avvenuti. Ma al di là di questi "dettagli", la questione fondamentale è l'inutilità assoluta di qualsiasi misura di tracciamento (contatti o spostamenti poco cambia), sia oggi (in un momento di grave carenza di tamponi diagnostici persino per il personale medico) sia in un futuro drammatico in cui questo numero di morti giornalieri diventasse la norma.
Ma, se vuole sapere ciò che mi ha mosso, Sig. Tesio, non si tratta esattamente di "paura": l'applicazione non utilizza internet e questo è davvero un big deal. Sarebbe possibile buttare via la sim una volta installata.
Ora: grazie alla app sarà possibile lanciare a livello di massa un MESH NETWORK stile Firechat, l'applicazione utlizzata da i manifestanti ad Hong Kong, sarà dunque possibile aver un sistema di messaggistica incensorabile dalle autorità, un traffico dati isolato a livello hardware dall NSA e questo non è affatto poco. Occorreva un piccolo sforzo di immaginazione ;-)
Cioè lei si immagina un WhatsApp peer to peer (o lentissimo o esclusivamente testuale) basato sul bluetooth. E pensa di poterlo diffondere attraverso la pressione sociale dovuta alla paura del coronavirus. Pur essendo dotato di una certa fantasia, lo trovo molto inverosimile, se posso essere sincero. E francamente poco etico: un cavallo di Troia rimane un cavalo di Troia.
Detto questo la invito formalmente:
1 a non diffondere fake news come quella per cui il 95% della popolazione non sarebbe a rischio per la malattia
Non sembra avere molta confidenza con la probabilità. Se la mortalità fosse del 5% (e uniforme, non riconducibile a categorie specifiche), la totalità della popolazione avrebbe il 5% di rischio di morire di corona virus. Se mi si chiedesse di scegliere fra l'illusione di ridurre questa probabilità e la libertà che il diritto collettivo alla privacy garantisce, non avrei dubbi. Per la verità, nemmeno se mi si chiedesse di scegliere fra la stessa illusione ed un piatto di pasta al forno. Perché illudersi di essere al sicuro senza esserlo produce condotte che incrementano i rischi. Questo vale in informatica come in sanità pubblica.
2 a non rilanciare il contenuto di articoli scientifici senza averli letti, analizzando il modello e i numeri si vede perfettamente che quello dell'Imperial college è un prodotto di propaganda
Su questo devo correggerla. Io HO letto l'articolo. L'ho trovato molto ben fatto, matematicamente coerente ed autorevole. Ma se Lei è in grado di confutarlo in modo puntuale, la invito a farlo al più presto. Invii le sue correzioni a Department of Infectious Disease Epidemiology, Imperial College London Department of Mathematics, Imperial College London WHO Collaborating Centre for Infectious Disease Modelling MRC Centre for Global Infectious Disease Analysis Abdul Latif Jameel Institute for Disease and Emergency Analytics, Imperial College London Department of Statistics, University of Oxford Saranno certamente molto felici di prenderle nella dovuta considerazione e le offriranno una adeguata peer-review.
3 a non rivolgersi a me personalmente, non ho inteso contattare Lei postando in questa mailing list.
Mi scuso, non era mia intenzione eccedere nella confidenza. Di solito sono molto attento a mantenere il tono del mio interlocutore, soprattutto con coloro con cui non ho avuto molti scambi precedenti. Ero convinto fosse stato Lei ad usare "il tu" per primo. Tuttavia consideri che nel discutere pubblicamente le Sue affermazioni, chiunque è costretto a rivolgersi direttamente a Lei, garantendole la possibilità di replica. Giacomo