Scusate, la mia mail precedente è partita per sbaglio e non era completa. Segue testo completo:

Buongiorno,

io ho solo sollevato la necessità di prendere sul serio le accuse di molestie, credere alle vittime ferma restando la presunzione di innocenza, evitare di derubricare il tutto a 'infondato' o 'pettegolezzo', e invece il thread è degenerato fino a parlando di 'cancel culture', 'caccia alle streghe', 'notte dei cristalli'.

Metto nero su bianco che questa è la mia ultima mail su questo tema in questa mailing list, ma sono io ad essere esterrefatto di fronte all'impossibilità di parlare di un tema come quello delle molestie senza che la conversazione si trasformi in quel modo. So che molte delle ultime risposte non erano dirette ai miei commenti direttamente, ma alcune lo erano. Non cambio idea sul mio punto iniziale: non sono in grado di giudicare nello specifico il caso Stallman (e non escludo che possa essere sia vittima sia colpevole per motivi diversi, ma ripeto: non lo so!), ma invito tuttx a tenere un tono rispettoso dell'esperienza delle vittime di molestie quando si affronta questo tema. Non è un attacco a nessunx, è solo una questione di rispetto per chi ha avuto esperienze traumatiche come una molestia sessuale, magari seguita da rivittimizzazione processuale e mediatica.

A presto,

Riccardo

Da: Riccardo Nanni <riccardo.nanni9@unibo.it>
Inviato: lunedì 10 maggio 2021 13:29
A: Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it>; Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it>; D. Davide Lamanna <davide.lamanna@binarioetico.it>; nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: R: [nexa] R: R: stallmansupport.org
 
Buongiorno,

io ho solo sollevato la necessità di prendere sul serio le accuse di molestie, credere alle vittime ferma restando la presunzione di innocenza, evitare di derubricare il tutto a 'infondato' o 'pettegolezzo', e invece il thread è degenerato fino a parlando di 'cancel culture', 'caccia alle streghe', 'notte dei cristalli'.

Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Marco A. Calamari <marcoc_maillist@marcoc.it>
Inviato: lunedì 10 maggio 2021 13:21
A: Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it>; D. Davide Lamanna <davide.lamanna@binarioetico.it>; nexa@server-nexa.polito.it <nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] R: R: stallmansupport.org
 
Buongiorno a tutti,

visto l'esaurimento del thread, mi auto-topquoto e mi rispondo per sottolineare,
due cose che mi aspettavo, secondo me molto rilevanti, e che ho visto già succedere in
altre sedi, per lo stesso argomento o tipologia di argomenti.

1) anche qui si è parlato del caso RMS come un caso di "nera", in un mondo dove,
invece di un giusto processo, non fatto dopo tren'anni, è ritornata "normale"
la caccia alle streghe con forconi, pece e piume.
Sono costernato, stupito, depresso (aiutatemi voi a dire qualche altro aggettivo)
perché questa modalità di linciaggio mediatico pilotato, non diventa mai un
argomento primario in qualsiasi discussione.

Che i social avvelenino la mente di tutti coloro che li usano, e che questo porti
a fenomeni di violenza e manipolazione della violenza molto più pericolosi
di quelli della "notte dei cristalli" e simili, e che NON SE NE PARLI è davvero
incredibile. 
E si parla di casi di"nera" o di persecuzioni evidentemente montate ad arte.

Non voglio farvi il predicatore, siete persone che certamente hanno spessore superiore 
al mio, ma se vi scongiuro di non sottovalutare il problema e di cercarlo prima di tutto
dentro di voi che ***usate i social diverse ore al giorno***, vi prego, vi scongiuro, fatelo!

2) altrimenti, in una qualunque situazione ove si discuta di questioni specifiche,
si aiuta, anzi si sollecita il FUD e le accuse mosse a mezza voce del "calunniate, 
calunniate, qualcosa resterà."
In questo thread, ad esempio mi ha molto colpito questa risposta ed il successivo silenzio:

On Wed, 2021-05-05 at 14:06 +0200, Stefano Zacchiroli wrote:
Mi risulta un'altra accusa pubblica, tuttora facilmente reperibile su
web, mossa da una sviluppatrice di una nota distribuzione GNU/Linux.
Sono inoltre personalmente a conoscenza di altre due accuse di molestie
nei suoi confronti, non riportate pubblicamente, ma segnalate agli
organizzatori di una nota conferenza internazionale legata al software
libero.

Ognuno può farsi l'opinione che vuole della veridicità di ogni accusa,
ma sostenere che non ve ne siano è errato.

Un sentito dire ed una opinione che in sette righe si trasformano in fatti dati per certi, che
qualunque lettore solo leggermente distratto potrebbe dare per assodati, ed intanto un altro
po' di FUD è stato aggiunto ad una discussione già nata avvelenata.

3) proviamo a parlare di RMS come di una persona "diversa" con evidenti tratti autistici e connessa
incapacita' di muoversi in un ambiente sociale, che dovrebbe fare molta più tenerezza di
"The Good Doctor", visto che, pur essendo geniali tutti e due, RMS è una persona reale e non
un personaggio di fantasia, ed ha cambiato il mondo a vantaggio di tutti, tranne che suo?

4) potremmo lasciare le citazioni di deliri social nelle fogne social, e parlare, quando serve, di fatti "veri"?

Nella mia personale definizione un fatto è una prova che reggerebbe in tribunale od in una discussione
tra storici o matematici, non un tweet od un post nato nelle fogne social, per quanto l'autore possa
essere stimato o parere affidabile.

Non abbiate "paura", nel senso che scrivevo qui qualche tempo fa.

https://calamarim.medium.com/cassandra-crossing-paura-5185c509f123

Ed infine, per ingrandire anche questa orgia di autocitazioni, aggiungo
un stralcio di un mio articolo del 2015 sulla "definizione di eroe"

“Cantami o Diva…” inizia un famoso poema epico, che si snoda attraverso le gesta di eroi. 

Facile cantare degli eroi di fantasia o fuori tempo. 

Ma cantare di quelli più vicini a noi? 

Hmmm… lavoro più difficile, più simile a quello dello storico, per cui basta attraversare una frontiera od aspettare una guerra per vedere gli eroi trasformarsi in criminali e viceversa.

Chi mai vorrebbe, pur avendone le capacità e l'opportunità, cantare le lodi di un potenziale criminale?

Eppure trovare degli eroi che non cambieranno mai questo loro ruolo è semplice, basta definirli correttamente.

Una definizione è difficile da rovesciare, anche solo da scalfire. 

Un rovesciamento politico non la tocca. 

Una diversa prospettiva storica la lascia inalterata.

“Eroe è colui che, andando contro il proprio vantaggio e la propria sicurezza,

compie un’azione dalla quale molti altri trarranno reale beneficio”

Certo, anche figure che resteranno sempre sotto il pelo della storia meritano

questa definizione, come un ignoto padre malato che stringe 

i denti per portare a casa una busta paga in più.

Il povero pelide Achille soccombe ignominiosamente a questa definizione.

Due persone dei nostri giorni, assolutamente comuni ancorché molto dotate, invece no.

Sono nomi che conoscete bene ...."


I nomi citati nell'articolo non hanno, in questa sede, importanza. 

Importa il concetto.


Come al solito, vi ringrazio tutti della pazienza e dell'attenzione.  

Buona giornata. Marco

On Wed, 2021-05-05 at 19:22 +0200, Marco A. Calamari wrote:
On Wed, 2021-05-05 at 16:47 +0200, Angelo Raffaele Meo wrote:
Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di 
Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo 
io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di 
quattro nipotine.
Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero 
io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle 
sue iniziative scientifiche.

Certamente, è un ottima cautela che ti consiglio, particolarmente se frequenti social
(ma in questo caso te lo saresti cercato); sono ambienti da evitare per la propria ed altrui
salute, sia mentale che fisica.

Mi aggancerei invece a questo punto finale del thread per porre pubblicamente
una differente questione.

Parlando sempre del caso RMS o meglio parlando in generale, in questa sede il
problema del linciaggio mediatico via social potrebbe essere oggetto di discussione
una volta esaurita quella sulle sacrosante questioni delle molestie alle donne?

Eppure la caccia alle streghe, perché di questo si tratta, è stata inventata proprio contro
le donne.

Possibile che cosi tante donne ed uomini, anche di indubbio spessore, possano non
rendersene conto, od addirittura rendersene complici?

Ma Voltaire e Brecht dove sono finiti?

Marco

Raf

Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:

Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne
sentiva davvero il bisogno.


In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si
fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa
italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in
questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
ascensore'."  
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_libero_si_divide_sulle_accuse_a_richiard_stallman-294786792/

<
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_libero_si_divide_sulle_accuse_a_richiard_stallman-294786792/
>


Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere
l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto
per niente.

Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,
Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che
lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi
sono pubblici e l'iscrizione libera.

Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.

Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:

"Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come
studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da
lui in ascensore"

Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?
Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il
rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo
sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana"
come oggi.

Prosegue così:

"Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era
visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le
ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in
ascensore con lui, ma niente di più".

Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,
ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario
all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo
di giornale?!

Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in
questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'
talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose
orribili l'un* dell'altr*.

Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo
già da un po'.


D.

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