Quando mi chiedono da dove e' partito il percorso che mi ha portato al centro di ricerca
NEXA su Internet & Societa', rispondo sempre: dalle azioni contro i brevetti software -
iniziate, almeno per quello che mi riguarda, tra 2002 e 2003, soprattutto a livello europeo.
I brevetti di software, infatti, mi sembravano all'epoca (e mi sembrano tuttora) un grave
pericolo per una societa' dell'informazione libera e innovativa. Da questo tema, su cui,
come informatico, ho un'idea piuttosto precisa dei fattori in gioco e delle possibili
conseguenze, l'interesse si e' poi esteso al tema dei brevetti in generale; leggendo la
letteratura in materia anche io mi sono formato, sia pure con tutti i limiti di una minore
comprensione dei singoli domini applicativi, un'opinione fortemente critica del
sistema attuale.

Il Centro NEXA, tuttavia, non e' un centro di ricerca sulla proprieta' intellettuale, ma bensi'
"un centro di ricerca indipendente che studia in maniera quantitativa e multidisciplinare in
cosa consista e come possa venire indirizzata la forza di Internet." In tal senso si occupa
anche di proprieta' intellettuale, ma solo se cio' e' funzionale allo studio delle dinamiche,
dei problemi e delle opportunita' relative a Internet. Vale, insomma, come diceva Marco,
un principio di specializzazione, in un panorama nazionale e internazionale sempre piu'
articolato. Rispetto a Marco, pero', aggiungo che sarebbe perfettamente normale che
il Centro NEXA si occupasse
(risorse permettendo e con tutto il rigore richiesto dal metodo
scientifico)
non solo di brevetti software, ma anche, restando nel campo della proprieta'
intellettuale, di questioni legate ai formati, ai protocolli, e all'interoperabilita' in genere
(e di sicuro dimentico qualcosa), in quanto tutti temi cruciali per Internet.

Cio' detto, un commento in merito al rilevanza degli effetti del sistema brevettuale rispetto
a quelli del copyright. E' chiaro che se si citano milioni di morti, l'unica reazione possibile e'
quella di un doloroso silenzio. Non c'e' confronto con null'altro; fine della discussione.
Ma da cio' non consegue che allora ci si debba necessariamente occupare di brevetti sui
farmaci sempre ed in qualunque contesto. C'e' chi se ne occupa attivamente e con grande
competenza, come James Love di KEI, tanto per fare un esempio, ma e' perfettamente normale
che altri, in base alle loro competenze e delle circostanze in cui si trovano ad operare, si
occupino, per esempio, della diffusione della conoscenza resa possibile, come mai prima
nella storia, da Internet, ma ancora grandemente ostacolata da un sistema di privative antiquato
e spesso iniquo. Insomma, se il bimbo dell'ipotetico paese in via di sviluppo e' riuscito ad
arrivare vivo sui banchi di scuola, preoccuparsi che abbia libri di testo adeguati e poi la capacita'
di accedere a informazioni scientifiche e di altro tipo per il benessere suo, della sua famiglia e
della sua comunita'.

Una precisazione in merito alla Roadmap 2010 che discuteremo oggi a Torino a partire
dalle ore 17 e che ha dato inizio a questo thread: non si tratta della Roadmap 2010 del Centro NEXA
- non potrebbe esserlo neanche se il centro NEXA fosse trenta (cento?) volte quello che e' in realta'!
E' una riflessione collaborativa sulle priorita' "Internet & Societa'" per il 2010, il cui obiettivo
di base e' quello che affilare i nostri sguardi in vista dell'anno nuovo, con la speranza di prevenire
problemi e cogliere opportunita' un po' meglio di quanto capiterebbe in assenza di tale sforzo.
Se poi dalla riflessione nascera' qualcosa di concreto, da parte di qualcuno, tanto meglio.

Concludo ringraziando di cuore Raffaele Meo per averci stimolato alla riflessione su questioni
di fondo cosi' importanti, su cui sicuramente torneremo anche in futuro. Mi fa piacere cogliere
l'occasione per ricordare a tutti che il centro NEXA su Internet & Società non sarebbe mai esistito
senza l'esempio del suo magistero scientifico, morale e civile.

un caro saluto,

juan carlos


Marco Ricolfi wrote (on 1/12/10 7:20 PM):
Caro Raffaele,
    peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
di milioni di uomini, ogni 
anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
    Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
    Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
    Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
Carlos? 
    m. 

-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale

Carissimi,
               desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
alla  seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
dobbiamo discutere  di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
organizzare.
    Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap  2010. Mi
piacerebbe,  come anticipai  in un incontro lontano,  che Nexa affrontasse
anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
     Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
illustrato da Medici senza Frontiere.
Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
congratulazioni di Marco R. a Marco C.
Raf


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