On October 10, 2020 6:39:01 AM UTC, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
Ritengo vera la parte della posizione di Google secondo la quale il mondo del software considera normale potere reimplementare in parte o in toto API esistenti senza correre rischi di violazione del copyright.
Su questo il dibattito è stato interessante. Per esempio, come osservava il consulente dello stato (caspita se era preparato!), è piuttosto comune trovare Copyright statements su header e documentazione delle API, sia nel software libero che non. Francamente non ricordo UN caso in cui gli header di una libreria C (o di qualsiasi altro linguaggio) i cui header non contenessero un copyright statement. Il che mostra abbastanza chiaramente come l'affermazione di Google sia discutibile.
A livello di risultato di policy (l'aspetto più rilevante per questa lista), un mondo nel quale ciò si può fare è il meglio possibile, perché massimizza sia l'interoperabilità che la re-implementabilità di sistemi esistenti dominanti
Solo per player dominanti!
(penso ad esempio ad rms che reimplementa le API degli UNIX proprietari negli anni '80).
Splendido esempio! All'epoca il kernel Unix consisteva di meno di 20.000 righe di codice (v7, del 1979, se vuoi ti cerco il link ai sorgenti) e tutto il resto del sistema user space consisteva di meno di 200.000 righe, incluso compilatore C, shell, awk, diversi altri programmi e persino alcuni giochi. Il solo kernel Linux OGGI consiste di oltre 27 MILIONI di righe di codice. Un browser Web come Chrome è molto più grande. E tu paragoni RMS che reimplementa Unix negli anni 80 con Google che reimplementa Java 10 anni fa? Un mondo in cui ciò si può fare è un mondo dominato da pochi colossi che possono rubare idee di successo a piccoli gruppi di sviluppatori o ad aziende più piccole di loro.
Quindi da questo punto di vista, si, una vittoria di Oracle sarebbe parecchio preoccupante per me.
Posso rassicurarti su questo: nel mondo disegnato da una vittoria di Google, Microsoft non è in grado di reimplementare un browser Web ed è costretta ad adottare l'engine di Google!
In particolare può essere interessante per questa lista discutere il potenziale impatto geopolitico di un giudizio di copyrightability forte delle API, senza fair use.
Ragionevolmente, possiamo aspettarci un mondo con maggiore competizione sulle API. Ovvero un mondo con meno posizioni dominanti e più standard di interoperabilità aperti. Rimane il problema della complessità, spesso artificiale più che accidentale, che andrebbe tenuta sotto controllo per impedire che diventi una barriera (anche per la regolamentazione)
(Quello che io considero il caso pessimo.)
Per il momento, a me sembra ancora invece il caso ottimo. Sia per il software libero che per le nazioni che non controllano i GAFAM. Ovviamente uno di noi sbaglia. Detto questo credo che i giudici daranno ragione a Google per ovvie ragioni geopolitiche: Google usa Java (su Android) per controllare la telefonia mondiale. Gli Stati Uniti non rischierebbero mai di incrinare il suo potere.
Perché a differenza degli USA, nel diritto EU il concetto di interoperabilità è importantissimo, quindi una tale decisione USA creerebbe una differenza legale molto significativa tra i due lati dell'oceano. Con potenziali ricadute su dove è più interessante impiantare specifiche divisioni IT.
Difficilmente uno stato europeo potrebbe permettere ad un azienda USA di violare le leggi USA. Ma rimarrà UNA soluzione semplice per garantire interoperabilità e fingere di permettere la concorrenza: rilasciare esplicitamente le API con una licenza libera. Magari un copyleft molto forte. ;-) Dunque dormi sonni tranquilli. Se vince Oracle il software libero ne trarrà enorme vantaggio (e anche il marketing open source). Giacomo