Paulo Freire scriveva:

"L'educatore ha il dovere di non essere neutrale"

intendendo con questo che ogni atto educativo è un atto politico. Era convinto che una pedagogia degli oppressi non potesse essere creata da coloro che li opprimevano.
 
Bisognerebbe quindi almeno chiarirsi, non dico sui dettagli, ma per lo meno su quale pedagogia sottendiamo al nostro alfabetizzare. Abbracciare la pedagogia hacker, come descritta nell'articolo citato, implica lavorare per l'uguaglianza nella libertà. Mi rendo conto possa non risultare evidente, per cui provo a dettagliare.  

La libertà senza uguaglianza, che va di gran moda tra gli ancap della Silicon Valley e piace tanto a Milei, non è compatibile con l'alfabetizzazione. Non lo è semplicemente per il fatto che se io ho già il potere, come di fatto ha la Silicon Valley, è pacifico che io desideri continuare a mantenerlo ben saldo nelle mie mani, le mani dell'esperto. Lavorare per alfabetizzare al digitale un gran numero di persone significa lavorare per estinguere gradualmente il mio potere. Implica lavorare nella direzione indicata da Illich, verso la costruzione di una società conviviale. Difficile che sia il desiderio di chi il potere lo possiede già.
 
Quindi, sebbene Microsoft dichiari per ogni dove di condurre programmi di alfabetizzazione digitale, quello che in realtà realizza sono "programmi di addestramento all'utilizzo delle sue tecnologie". Prendo ad esempio Microsoft perché è la più grande e consolidata, ma lo stesso potrebbe intendersi per qualsiasi altro dei GAFAM. Ad esempio, la soverchiante maggioranza dei corsi sull'Ai per noi docenti sono corsi per imparare a usare ChatGPT. Quando va bene hanno un preambolo su "l'Etica dell'intelligenza artificiale", ma qui abbiamo tutt* letto il bellissimo articolo di Tafani al proposito.

Ovviamente questa è una lettura non neutrale. 😉
Buona giornata
Stefano


Inviato con l'email sicura Proton Mail.

mercoledì 21 agosto 2024 21:49, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> ha scritto:

Sat, 17 Aug 2024 13:55:57 +0200 - dom 18 ago 2024 alle ore 12:00 Vol 184, Issue 27 - karlessi <karlessi@alekos.net> ha scritto:
mi chiedo a questo punto quale sia il portato politico di tale
alfabetizzazione.
anche a me capita di fare alfabetizzazione digitale ecc. il senso
politico di tale fare è orientato alla promozione dell'autonomia
individuale e collettiva tramite l'autogestione delle risorse e lo
sviluppo di competenze sistemi tecnologie da parte di persone per le
persone.

Quale portato politico?
Nessuno, secondo l'accezione corrente di politica ma penso che dall'alfabeto in poi saper leggere e scrivere è precondizione per ogni politica che riconosca dignità in ogni persona ... senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Penso anche che oggi "il digitale" subentra all'alfabeto quale condizione prepolitica.
Per alfabetizzazione intendo l'insegnamento e l'apprendimento di abilità minime: leggere, scrivere e far di conto. Questo insegnamento è rivolto ai bambini e agli adulti che non hanno avuto l'opportunità di frequentare la scuola. Le moderne società occidentali sono quasi completamente alfabetizzate, ma nel mondo gli analfabeti sono ancora più di un miliardo. Oggi si affaccia il problema dell'alfabetizzazione funzionale, cioè la necessità di assicurare a ogni cittadino il possesso di quelle capacità minime che gli consentano di partecipare in modo attivo e consapevole alla vita politica, sociale ed economica del suo paese
Con minimo adattamento ho copiato quanto sopra, https://www.treccani.it/enciclopedia/alfabetizzazione_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/, propongo di adattare il testo al digitale, perchè non basta più saper leggere scrivere far di conto, è necessario conoscere il digitale ed i suoi rischi, quali sono e come provare ad evitarli.
Direi che è l'impegno hacker, per capire se ho capito cerco qualcosa e trovo ... https://www.iltascabile.com/societa/pedagogia-hacker/, forse conosci l'autore ma sono atterrato alla pagina senza intenzioni, ha digitato pedagogia digitale, tutto il resto non è opera mia. Personalmente mi sento in sintonia con equità e solidarietà ma sono anche convinto che simili concetti vengono dopo l'abbiccì della prima infanzia: prima diamo ai bambini l'alfabetizzazione di base poi ... e non tutti avranno valori identici, la nostra costituzione ammette la differenza di opinioni politiche nel presupposto di reciproco ed uguale rispetto.
Passo la parola ad Andrea Trentini.
Duccio (Alessandro Marzocchi)

Il giorno dom 18 ago 2024 alle ore 12:00 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:
Message: 1
Date: Sat, 17 Aug 2024 13:55:57 +0200
From: karlessi <karlessi@alekos.net>
To: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] organizziamo un incontro online sul tema
"chatcontrol" e simili? (Andrea Trentini) (alessandro marzocchi)
Message-ID: <eee78f0d-0a60-4611-805f-bf88e7d80bb5@alekos.net>
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed

Il 17/08/24 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it ha scritto:

> Date: Fri, 16 Aug 2024 17:27:58 +0200
> From: alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com>
> To: nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] organizziamo un incontro online sul tema
> "chatcontrol" e simili? (Andrea Trentini)
> Message-ID:
> <CAG5xczeb-3HpzZrHijO1D=08RxQunQGzzhnxyDaX5WngrGKyUA@mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Mi piace la proposta.
> *Difendere la libertà e diffondere la cultura della libertà *(da sito
> liberisti italiani) ha un antecendete necessario: *alfabetizzazione

buongiorno,

sul sito in questione (non conoscevo) trovo esaltazione di Javier Milei
come liberista. A mio parere costui è un libertariano ed estremista
destrorso estremamente pericoloso. es. contro l'aborto ma favorevole
alla cessione "volontaria" di organi. Certo l'asse politico è
attualmente molto spostato a destra... Ma così a destra?

la cultura della libertà senza l'uguaglianza è sancire i privilegi
esistenti. La cultura dell'uguaglianza senza la libertà è garantire
l'oppressione di chi non si allinea alla "maggioranza". IMHO.

il mondo informatico si è mostrato storicamente assai sensibile alle
sirene del libertarianesimo (che non è libertario, almeno non
nell'accezione europea, dove libertario fa rima con socialista) e
dall'anarco-capitalismo (un ossimoro che si è disgraziatamente imposto).
in particolare nella Silicon Valley.

anni fa cercammo di ricostruire parte della vicenda con un articolo
sulla Crittografia, https://zenodo.org/records/5013068

che avremmo voluto continuare ragionando di criptovalute e blockchain e
NFT, per le quali il discorso "meno Stato" o addirittura "no Stato" (che
mi trova perfettamente d'accordo) si confonde con la privatizzazione del
mondo e la truffa eletta a sistema di business (vedi NFT).

> digitale*, tema che svolgi benissimo in università e che va avviato
> all'inizio del ciclo scolastico, potrebbe essere un obiettivo?
> Cordialmente.

mi chiedo a questo punto quale sia il portato politico di tale
alfabetizzazione.

anche a me capita di fare alfabetizzazione digitale ecc. il senso
politico di tale fare è orientato alla promozione dell'autonomia
individuale e collettiva tramite l'autogestione delle risorse e lo
sviluppo di competenze sistemi tecnologie da parte di persone per le
persone.

buona giornata

cm

> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
> Date: Thu, 15 Aug 2024 10:54:06 +0200
> From: Andrea Trentini <andrea.trentini@unimi.it>
>
>> To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
>> Subject: [nexa] organizziamo un incontro online sul tema "chatcontrol"
>> e simili?
>> Message-ID: <b454628d-d943-4900-870d-d9c460495d89@unimi.it>
>> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>>
>> Ciao, faccio parte del comitato milanese di Liberisti Italiani e ogni
>> tanto organizziamo degli
>> incontri (sia online che in presenza) su temi importanti.
>> Vorremmo farne uno online in settembre sul tema "EU chatcontrol" (ma
>> allargato al tema sorveglianza
>> di massa, guerra all'anonimato, ecc.), non mi dispiacerebbe raccogliere
>> interventi da membri di
>> questa lista (penso ad esempio a Marco Calamari e a Stefano Quintarelli,
>> ma sono apertissimo a
>> proposte).
>> Se qualcuno di voi ha voglia di intervenire mi faccia sapere.
>> (gli incontri sono brevi, circa un'ora, quindi ogni intervento potrebbe
>> durare meno di dieci min con
>> dibattito collegiale a seguire)
>> Grazie mille