Carissimo Stefano, non era mia intenzione fare il processo alle parole, se intervengo è solo perché leggo cose interessanti - altrimenti le ignorerei - e ogni tanto mi scappa di tentare di dialogare (via email è faticoso ma è l'unico modo che ho). Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
Quindi non capisco cosa ci sia di ovvio nella censura; non riesco proprio a comprendere la "fascinazione" o l'"accettazione" contemporanea per i moderni sistemi di censura e filtraggio (oltre a quelli di "scoring" della qualsiasi).
Basta il quote qua sopra per vedere che non ho affatto sostenuto che la censura *in se* sia ovvia,
Se non ho capito male, anche in base e quello che dici sotto, mi pare che anche tu ritenga che è ovvio che la censura da parte dell'admin di un servizio privato sia legalmente fattibile: ho capito male?
ne tanto-meno che io ne sia "affascinato" o che io l'"accetti", che proprio non so da dove tu tiri fuori.
Non intendevo affatto attribuirti "titoli" di "affascinato" o "accettatore" della censura, come ho anche goffamente tentato di spiegare dicendo:
l'email [...] non è certo adatta a confrontarsi su temi così ampi e QUINDI non so esattamente cosa ne pensi davvero della censura.
Come avevo tentato di spiegare la mia risposta non era ad personam, non attribuivo quindi "fascinazione" e "accettazione" a te, volevo farne un discorso generale riferito a quanto leggo e sento in merito, non solo in questa lista. In questo ho sbagliato ad indirizzare la mia risposta personalmente a te, scusa mi è scappato il reply.
Ciò che è ovvio è semplicemente il fatto che sia possibile farlo (il mio "può") per gli admin di quella istanza.
Scusa, ora credo di aver capito: con "può" ti riferivi al fatto che per l'admin sia tecnicamente possibile ed... è ovvio, sono d'accordo :-) L'avevo intepretato con "è ovvio che l'admin può legalmente (giuridicamente) censurare chi vuole" sulla base di criteri stabiliti da "lui": ho interpretato male?
Sul resto, mi spiace, ma si, c'è una differenza enorme tra censura di stato e censura privata, anche a livello giuridico e di diritti umani.
A me piace molto che tu la pensi così e secondo me ti sbagli (AFAIU non solo secondo me). Sul livello giuridico cito solo un breve passaggio tratto dall'articolo di Zingales «The Silent Coup» (abbastanza sensazionale come titolo?!?) segnalato di recente in questa lista: https://promarket.org/2021/01/11/facebook-twitter-ban-trump-parler-concentra... --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] excluding somebody from accessing their platforms is tantamount to a telephone company preventing an individual from accessing the phone. It is an extraordinary limitation of his personal freedom, which can only be imposed by the legitimate political authority following due process, not by private firms. The telephone example is not accidental. Twitter and Facebook are not random private companies, they represent (as the telephone in the past) a basic infrastructure of communication. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- Cito anche questo estratto da «Save the Constitution From Big Tech» del WSJ [1]: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- [...] Silicon Valley titans cite their ever-changing “terms of service,” but their selective enforcement suggests political motives. Conventional wisdom holds that technology companies are free to regulate content because they are private, and the First Amendment protects only against government censorship. That view is wrong: Google, Facebook and Twitter should be treated as state actors under existing legal doctrines. Using a combination of statutory inducements and regulatory threats, Congress has co-opted Silicon Valley to do through the back door what government can not directly accomplish under the Constitution. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- (nell'articolo ci sono diversi riferimenti a sentenze della Corte Suprema USA) Parlando di diritti umani, ribadisco quello che ho scritto il 12 Gennaio scorso in questa lista [2] in merito alle parole di Andrea Cairola dell'UNESCO su quali sono gli stringenti criteri del "Rabat Plan of Action" per considerare *una* (o una serie di) comunicazione "hate speech" e per questo e SOLO per questo dovrebbe essere considerata illegale (sono i singoli stati che dovrebbero legiferare in merito) e quindi oggetto di censura e/o altre sanzioni, chiaramente a seguito di un processo. Dubito che tutto questo possa essere facoltà dei privati che forniscono servizi di pubblicazione o comunicazione e la censura privata non è meno grave, non è differente, dalla censura di stato: entrambe sono violazioni del diritto di espressione. Ho forse interpretato male quello che intendevi con «c'è una differenza enorme tra censura di stato e censura privata, anche a livello giuridico e di diritti umani» ?
E continuo a pensare che l'unica vera soluzione sia il self-hosting
Sul self-hosting sfondi un portone aperto; meglio se è distribuito talmente capillarmente da poter essere effettuato _in_loco_ e adottando le soluzioni decentralizzate disponibili. Faccio notare che a Parler è stato negato esattamente l'hosting da Amazon e che *pare* stia avendo problemi a trovarne uno alternativo (anche se non seguo quotidianamente la vicenda quindi non so gli sviluppi). Fare hosting di un servizio del genere in self-hosting senza possedere un data centre è impossibile, no?
massivo in un sistema federato e sono veramente stupito di come tu lo minimizzi nella tua risposta. De gustibus.
Non era mia intenzione minimizzare il self-hosting federato: così ad averne! Sono d'accordo con quello che ha sostenuto altrove Giacomo Tesio e io qui "rimaneggio" secondo quello che mi ricordo e ho capito: è una buona soluzione per oggi e per domani, ma per dopodomani serve qualcosa di più resiliente. I miei seguaci :-D sanno che ritengo (mica solo io) che "Internet è guasta" [3] e di conseguenza anche il livello servizi di rete ne risente tanto; in un contesto del genere la soluzione della federazione è _sub_ ottimale, soprattutto per la mancanza di un layer per il multicasting (se ignoriamo, ma non vogliamo, la sorveglianza); si può fare di meglio, anche se costa fatica, per arrivare a un sistema di comunicazione decentralizzato serio. Non sono gusti, è quanto sono riuscito a capire di come funziona e di come potrebbe funzionare; anche questo già detto: GNUnet è un buon inizio IMHO. Saluti, Giovanni [...] [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-January/019850.html [2] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-January/019855.html [3] perdonate l'autocitazione: https://archive.org/details/cittadinanza-digitale-tecnocivismo-libro/page/10... -- Giovanni Biscuolo