Il 18/08/2011 12:20, marco scialdone ha scritto:
Ok Paolo,
grazier per le info.
Tuttavia se la cosa passa come A point e viene conseguentemente
adottata dal Consiglio, la procedura di codecisione è chiusa e non
si ritorna al parlamento, giusto?
Dipende! Non si passa alla seconda lettura da parte del Parlamento
se e solo se il COREPER accetta integralmente, senza alcuna
modifica, l'atto adottato dal Parlamento il 23 aprile 2009. In
questo caso si avrebbe l'estensione a 70 anni.
Non sarebbe il caso (la butto lì) di far avere al nostro
funzionario un documento sottoscritto da esponenti dell'attivismo
digitale e dell'università (in questa lista ce ne sono tra i più
noti ed autorevoli) in cui si ribadisce la nostra contrarietà alla
proposta? Anche partendo dalle considerazioni esposte da Open
Rights group a suo tempo.
Ogni iniziativa chiaramente può avere la sua efficacia. In questa
fase, tuttavia, ritengo convenga chiedersi quale sia la tattica
migliore per perseguire una certa strategia. Conviene che il
Consiglio accetti gli emendamenti del Parlamento, e quindi "noi" si
sia disposti ad ingollare l'amaro boccone di un'estensione a 70 anni
(sempre meglio di 95?), oppure che ci vada ancora più pesante con
l'estensione, per es. tenendo ferma la posizione dei 95 anni, di
modo che si possa avere una seconda lettura e la possibilità di
spostare la campagna presso il Parlamento? Oppure sarebbe ancora
meglio cercare di bloccare completamente la proposta della
Commissione, rallentandone l'iter in Consiglio fino ad una
simil-morte/letargo (come successo con IPRED-2, dopo anni ritirata
dalla Commissione)? Non so quale possa essere lo scenario più
realistico e più conveniente, personalmente come dicevo non credo
nell'utilità di pressioni/petizioni presso i funzionari del COREPER
e quindi posso essere di ben poco aiuto in questa fase...
Ciao,
Paolo