Il 19/02/20 23:38, J.C. DE MARTIN ha scritto:
COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT, THE 
COUNCIL, THE EUROPEAN ECONOMIC AND SOCIAL COMMITTEE AND THE COMMITTEE OF 
THE REGIONS

A European strategy for data


Documento (PDF, 35 pagin) in allegato.

juan carlos

Today 80% of the processing and analysis of data takes place in data centres and centralised computing facilities, and 20% in smart connected objects, such as cars, home appliances or manufacturing robots, and in computing facilities close to the user (‘edge computing’). By 2025 these proportions are likely to be inverted. 


Ammesso e non concesso che questo sia vero, a questo punto l’obiettivo di

The aim is to create a single European data space a genuine single market for data, open to data from across the world 

sarebbe inutile o poco rilevante.
Ciascun dispositivo userebbe i propri dati e dello spazio singolo europeo ne potrebbe fare a meno.

In realtà cedo stia sfuggendo il fatto che sono proprio le raccolte di dati centralizzate quelle che costituiscono un valore economico e un vantaggio competitivo.
I dati di singoli hanno ben poco valore, solo raccolti tutti insieme in dataset collettivi hanno un valore, quanto meno per ragioni di statistica.

È per questo che secondo me bisognerebbe ragionare sui dati collettivi come di un Common Good, la cui proprietà non è dei singoli, ma della comunità.
Chiunque accoglie dati da cittadini o da fonti pubbliche, dovrebbe non esserne proprietario ed essere obbligato a renderli accessibili a chiunque a condizioni eque.
È la quinta delle mie re4gole dell’economia robotizzata.


— Beppe