| Subject: | Equo compenso: lettera aperta al Ministro Bondi |
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| Date: | Mon, 26 Apr 2010 18:45:32 +0200 |
| From: | Comunicazione CNA Lombardia <comunicazione@cnalombardia.it> |
| To: | Sistema CNA Lombardia <comunicazione@cnalombardia.it>, Operatori della Comunicazione <mecca@cnalombardia.it>, Istituzioni <mecca@cnalombardia.it> |
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viene visualizzato correttamente, andare al link www.cnalombardia.it
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la nuova versione della legge sull'Equo Compenso introdotta con il Decreto del Ministero dei
Beni e delle Attività culturali il 30/12/2009 incomincia a sviluppare i
propri effetti nel mercato ICT Italiano. Alle perplessità dei grandi operatori che
temono una contrazione del proprio mercato e dei consumatori che vedono
un incremento dei prezzi dei beni tecnologici in un momento
economicamente difficile, si aggiungono le difficoltà operative ed
economiche delle piccole e medie aziende operanti nel settore (il 98%)
alle prese con una normativa poco chiara e punitiva. La CNA ha già comunicato le iniziali
perplessità al Ministero con lettera del 24 febbraio, ora raccogliendo
continue segnalazioni di problematiche e difficoltà dagli operatori del
settore segnala i principali punti critici del provvedimento. Problematiche
di principio 1)
La Legge
comporta un trasferimento di risorse finanziarie dal settore della
produzione e distribuzione di prodotti tecnologici al settore della
produzione e distribuzione dell'intrattenimento. E' una
scelta politica di cui il sistema produttivo prende atto e ne giudica
le conseguenze di politica industriale. 2)
La Legge fa pagare
alla collettività degli utenti i comportamenti illegittimi di alcuni
singoli. 3)
La Legge decide che
il puro acquisto di un oggetto ne presupponga un uso illecito. Sono principi che
suscitano dubbi e perplessità evidenti e che, inevitabilmente,
genereranno possibili contenziosi. Problemi
pratici 1)
La Legge stabilisce
una differenza tra uso privato ed uso professionale, il primo gravato
dal contributo il secondo no, ma ordina che il pagamento debba essere
effettuato dai produttori o distributori originali ovvero all'inizio
della catena commerciale dove l'utilizzo finale dei prodotti non è o
può non essere definito. Ciò comporta una grande incertezza
nell'applicazione e nell'interpretazione. 2)
La Legge stabilisce
la responsabilità in solido della catena distributiva, un anello è
responsabile dell'eventuale mancato pagamento dell'operatore
precedente. Le aziende si trovano spesso nell'impossibilità di sapere
se il contributo è stato versato. La decorrenza dal 14 gennaio, ha
trovato gli operatori impreparati ed, in particolare, proprio le PMI
della distribuzione (ICT, fotografi, commercianti ecc.) su cui ricade
questa responsabilità, esponendoli a pesanti sanzioni. 3)
Gli importi stabiliti
sono in valore assoluto in un mercato con una dinamica dei prezzi
veloce e storicamente tendente al ribasso, con margini ridottissimi di
qualche punto percentuale. Un contributo che attualmente può essere del
10% del prezzo originale è già in partenza superiore al margine di
guadagno del venditore e diverrà, nel giro di 12 mesi, il 20% del
prezzo; in tre anni supererà il valore del bene. 4)
Gli importi sono
stabiliti in modo da essere più bassi per i prodotti già assemblati (un
computer o un notebook) rispetto al singolo supporto di memoria, ciò
comporta una fortissima penalizzazione per gli assemblatori italiani e
per i VAR rispetto alle grandi multinazionali. C'è il rischio concreto
che vi sia una forte contrazione di un intero settore produttivo. 5)
La Legge non specifica come il contributo debba essere trattato nella
fatturazione all'interno della catena distributiva fino allo scontrino rilasciato allutente finale (che potrebbe
richiederla per dimostrare di aver pagato il diritto) creando
confusione e costi amministrativi. Richieste Per tutte queste ragioni CNA Comunicazione e Terziario Avanzato chiede al Ministero da Lei guidato la moratoria immediata dell'applicazione della Legge e la contemporanea convocazione del tavolo tecnico previsto nell'articolo 5 con il coinvolgimento delle Associazioni delle Piccole e Medie imprese Italiane. |
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