Da segnalare la pubblicazione del volume “Open access e comunicazione scientifica : verso un nuovo modello di disseminazione della conoscenza” di Maria Cassella, edito dall’Editrice Bibliografica.
Il
testo è un utile strumento per avere un quadro su che cosa sia oggi
l'Open Access e ripercorre le tappe fondamentali della nascita e della
diffusione del movimento dell’accesso aperto (OA) come nuovo modello di
comunicazione scientifica.
Questo l’indice del volume:
cap. 1: La commedia dei beni comuni: il bene conoscenza
cap. 2: Il movimento Open access
cap. 3: Pubblicare ad accesso aperto: la strategia della Gold road
cap. 4: Depositi istituzionali per la disseminazione della ricerca: la strategia della Green road
cap. 5: Open access e diritto di autore
cap. 6: L’Open Access in Italia
Il primo capitolo, partendo dalla teoria del genetista e biologo Garrett Hardin sulla “tragedia dei beni comuni”, riflette sul tema della conoscenza come bene comune inesauribile ed inalienabile.
Nel secondo capitolo vengono descritte le tappe fondamentali della nascita e della progressiva diffusione del movimento dell’accesso aperto: l’Open Archives Initiative e le tre dichiarazioni fondamentali a favore dell’OA: la BOAI, il Bethesda Statement e la Berlin Declaration comunemente note come “BBB Declaration”.
Nel terzo e quarto capitolo vengono analizzate in dettaglio le due strategie utili al raggiungimento degli obiettivi dell’Open Access:
1) la Gold Road: la pubblicazione in riviste e monografie ad accesso aperto, i vantaggi per gli autori e le istituzioni e i principali modelli di business;
2) la Green Road: l’archiviazione dei risultati della ricerca scientifica nei depositi digitali disciplinari e istituzionali.
Il quinto capitolo è dedicato al complesso tema dell’OA e del diritto di autore. Vengono descritte le licenze Creative Commons, il rapporto autore/editore, gli Addenda di SPARC e la License to Publish del JISC, il rapporto autore/istituzione.
Il sesto capitolo è dedicato agli sviluppi del movimento OA in Italia, i suoi successi e le criticità che ancora ne ostacolano la piena adozione da parte delle comunità di ricerca.
Per: <mfioretti@nexaima.net>
Da: Maria Chiara Pievatolo
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Data: 30/03/2012 11.51AM
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Aib sull'archivio segreto dell'Anvur
On Fri, 30 Mar 2012 09:02:54 +0200 (CEST), "M. Fioretti"
<mfioretti@nexaima.net> wrote:
> On Fri, March 30, 2012 6:23 am, MANTELERO ALESSANDRO wrote:
>
>> Quello che mi chiedo è perchè le università non creano le
>> proprie riviste.
>
> ma a questo punto non è controproducente parlare di riviste? non
> dovremmo
> direttamente chiedere "perché le università non pubblicano tutto solo
> e
> direttamente sui loro siti, magari in una sezione "ufficiale", ma
> comunque
> su Web, sicuramente in formati aperti, prima possibile anche con
> licenze
> aperte?
>
Si potrebbe tranquillamente fare (http://bfp.sp.unipi.it/btfp/?p=1739),
rendendo pubblica ed ex post (http://bfp.sp.unipi.it/btfp/?p=1033) la
revisione paritaria che nell'età della stampa, per i limiti stessi del
medium, si doveva compiere in segreto e prima della pubblicazione. La
difficoltà, come dicevo nell'altro messaggio, non sta nelle tecniche.
Sta solo nelle teste.
A presto,
MCP
--
Maria Chiara Pievatolo
Dipartimento di Scienze politiche e sociali Università di Pisa
Via Serafini 3 56126 Pisa (Italy)
http://www.sp.unipi.it/index.php?page=/hp/pievatolo
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