May 22, 2025
7 p.m.
Ciao, Maurizio. Chiedo scusa, ma non vedo la differenza fra "words-text-words" e "informazioni-dati-informazioni". Il problema è che text-dati è comunque quello che si legge, e words-informazioni è quello che se ne ricava (se il testo ha un senso). E, finché il testo ha un senso, lo si legge come se ci fossero "parole" a monte, anche se sono state messe assieme ...statisticamente. A quel punto, o è importante "di chi siano" le words a monte (cfr. la mia differenza fra "ragionamento" e "confezionamento"), oppure questo non conta, e allora non ci sarà più differenza neanche fra il poeta che scrive e il giornalista (o lo studente) che lo cita. Il 2025-05-22 19:39 maurizio lana ha scritto: > 3 riflessioni: > 1) credo che sia necessario capire se come e quanto la riflessione > degli informatici riesca a intercettare e intersecare, modificare la > visione degli umanisti - visioni che che mi paiono (ancora) molto > separate, molto ignare l'una dell'altra. > 2) il passo che ho citato è rilevante però per un altro argomento > che non è informatico in senso stretto (e che forse proprio per > questo non è stato colto come tale?): > >> Text is not the same as words. The words involved were formed in the >> head of the author and remain there. Writing words to say something >> involves encoding the chosen words in some shared alphabet and >> shared spelling and grammar. This results in the marks we call text. >> Text is thus a sequence of signs, and it must be read, by, of >> course, something that can read these signs, to re-form the words of >> the author. > differenza e connessioni tra pensiero, testo, parole, segni, > significato. prima pensavamo che fossero questioni settoriali di area > linguistica, critico-letteraria, psicologica o filosofica, o latro > ancora; ora gli LLM ci fanno rendere conto che sono questioni > trasversali. > 3) da 'umanista' vedo ricorrere molto spesso nei messaggi dei > 'non-umanisti' concetti e riflessioni che in area umanistica sono > (ultra)consuete e forse anche più complesse, ma trovo interessante e > utile capire fino a che punto le riflessioni del mio campo riescono ad > arrivare altrove restando integre, e se vengono recepite perché > accade e in quali aspetti. viceversa molte cose recenti che passano in > lista le guardo e passo oltre perché sono per me ovvie tanto che le > insegno da anni, ma non sto a sottolinearlo a chi le propone. o forse > dovrei sentirmi ospite, pensare 3 volte prima di parlare, e poi > tacere? :-) > M > > Il 22/05/25 19:16, Antonio ha scritto: > >>> The text you make by >>> writing your prompt is simply chopped into a sequence of text >>> tokens >>> which are, in turn, used to build a sequence of vector encodings, >>> together with quite a lot of other stuff added to your prompt text >>> by >>> the always hidden prompt processing ChatGPT has to do. >> >> Scusa Maurizio, ma sono "spiegazioni" che gli informatici presenti >> in questa lista >> (quanto meno quelli più "critici") cerchiamo di dare, seppure in >> modo disordinato, >> già da qualche anno [1]. >> Forse la "novità" è che anche gli umanisti si stanno rendendo >> conto dell'inganno >> nell'uso del termine "intelligenza"? O c'è qualcos'altro che non ho >> colto? >> >> A. >> >> [1] in questo thread >> https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2024-March/052373.html >> ad esempio si >> discuteva del "dizionario" di token > > ------------------------- > > la montagna è la prima che insegna a durare > Antonia Pozzi, Lettere > > ------------------------- > Maurizio Lana > Università del Piemonte Orientale > Dipartimento di Studi Umanistici > Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli