Scusate, ma oggi sono pervasiva…
Il WP29 nell’opinion 15/2001 sulla
definizione di consenso ha ricordato che, ai sensi dell’art. 7 della
direttiva privacy, il consenso deve essere “unambigous”.
Nel box contenente l’esempio “default
privacy settings” (cfr. pag.24 del documento), pur non facendo nomi, il
WP29 fa sicuramente riferimento alle impostazioni pre-ticked di Facebook su
condivisioni ampie e le giudica non conformi alla legislazione europea.
Rinnovo i saluti a tutti.
Monica
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per
conto di J.C. DE MARTIN
Inviato: giovedì 20 ottobre 2011
3.17
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Repubblica:
""Facebook rispetti la legge europea", La sfida di tre studenti
per la privacy"
DAVIDE contro Golia. Un ventiquattrenne austriaco
contro il più importante social network del mondo. E' la storia di "Europe
versus Facebook" il progetto in difesa della privacy lanciato da Max
Schrems, studente di legge a Vienna. La storia nasce, ancora una volta, un po'
per caso un po' per talento e intuito. Mentre si trovava negli Stati Uniti per
studio, Max entrò in contatto con un ragazzo che lavorava nella compagnia di
Palo Alto. Parlando con lui scoprì che tutti gli utenti di Facebook che non
sono residenti negli Usa o in Canada (circa il 70% del totale) fanno
riferimento alla sede irlandese del colosso.
Da bravo studente di legge, Schrems si rende conto che stando a Dublino,
Facebook deve far riferimento alle leggi irlandesi in materia di privacy, ben
più rigide e precise di quelle americane. Inizia così la sua piccola campagna a
fronte di 22 violazioni che individua nel comportamento del social network,
accolte, il 24 agosto 2011, dalla DPC (Data Protection Commissioner) irlandese.
[...]
Continua qui: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/19/news/facebook_rispetti_la_legge_europea_la_sfida_di_tre_studenti_per_la_privacy-23232910/?ref=HRV-6