Ricevo e inoltro, una ulteriore deprecabile iniziativa, che
punisce chi nella amministrazione pubblica ha cercato di
innovare.
Rimarco inoltre l'abisssale mancanza di progettualita' rispetto
ai paesi del Nord Europa, allego, solo come esempio, un riferimento
alle iniziative di Stoccolma.
Francesco Nachira
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Il Ministero delle Telecomunicazioni ha iniziato a sanzionare
tutte le amministrazioni locali che hanno interconnesso i propri
palazzi con fibra o altri mezzi fisici (es. rame) posati lungo le
strade di propria proprietà.
Il Ministero ha dato mandato alla Polizia Postale di eseguire
perquisizioni e sopralluoghi al fine di accertare la presenza di tali
infrastrutture delle P.A. con fini sanzionatori.
Il Ministero ha deciso di applicare in modo restrittivo
il Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 (Codice delle
Comunicazioni elettroniche) ed in particolare l'art. 99 comma 5,
definendo il sottosuolo delle strade comunali/provinciali un bene in
uso non esclusivo e pertanto definendo illegittima la libera posa di
fibra lungo le strade pubbliche al fine di interconnettere palazzi
pubblici appartenenti allo stesso Ente.
Ovviamente lo Stato è escluso...
La maggior parte dei Comuni ha sempre interpretato la norma in
modo estensivo e non ha mai ritenuto di dover denunciare la propria
infrastruttura al Ministero e di pagare il relativo
"contributo". La svolta interpretativa del Ministero mette
in difficoltà le Amministrazioni locali e i propri funzionari che si
vedono ora sottoposti a sanzioni amministrative e devono anche far
fronte alle inevitabili conseguenze (es. Corte dei Conti)
Sarebbe il caso di far circolare la voce perchè chi si mette in
regola prima della "visita" della Polizia Postale non è
soggetto a sanzioni ma anche perchè forse si può agire affinchè
vi sia una denuncia in merito a questa posizione del Ministero.
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Intelligent Community Awards 2009
Intelligent Community of the Year - Stockholm,
Sweden
http://www.intelligentcommunity.org/index.php?src=gendocs&ref=ICF_Awards_2009&category=Events
During a national fiscal crisis in the early Nineties, the City
of Stockholm decided to pursue an unusual model in telecommunications.
The city-owned company Stokab started in 1994 to build a fiber-optic
network throughout the municipality as a level playing field for all
operators. Stokab dug up the streets once to install conduit and run
fiber, closed them up, and began offering dark fiber capacity to
carriers for less than it would cost them to install it themselves.
Today, the 1.2 million kilometer (720,000-mile) network has more than
90 operators and 450 enterprises as primary customers and is now in
the final year of a three-year project to bring fiber to 100% of
public housing, which is expected to add 95,000 households to the
network. Stockholm's Mayor has set a goal of connecting 90% of all
households to fiber by 2012.
In 2007, the City of Stockholm published Vision 2030, identifying
the key characteristics the city aimed to have by that year. In 2030,
according to the plan, Stockholm would be a world-class metropolis
offering a rich urban living experience, the center of an
internationally competitive innovation region, and a place where
citizens enjoyed a broad range of high-quality, cost-effective social
services.