Caro Giacomo, avvincente a prima vista ma forse troppo naïf ad una lettura più attenta Cari nexiani, perdonatemi per il palese Off Topic di qanto scrivo qui. Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
Ma che cos’è esattamente un Tech Worker?
E un "Lavoratore delle grande distribuzione"? E un "Lavoratore della musica"? Andrei avanti ma vi annoierei :-D C'è davvero bisogno di differenziarsi tra lavoratori? [...]
in Italia una programmatrice che lavora 10 ore al giorno ed è pagata 25.000 euro nonostante diversi anni di esperienza, sarà molto più facile da convincere. La distanza tra lei e la persona che le serve il pranzo in mensa è molto minore.
E qual'è la distanza tra lei e il lavoratore stagionale che raccoglie la frutta e la verdura (a volte pure di scarsa qualità) che vengono serviti a mensa? ...o tra lei e sua cugina che a casa si deve occupare di una persona non autosufficiente e di tre figli e per quello ha dovuto rinunciare ad una sicura carriera da dirigente nel settore Hi Tech?!? Leviamoci dalla testa che sono le competenze a differenziare i lavoratori (alienati, more on this later), è il BISOGNO; ricordo come fosse ieri quando chiesi a chi ci montò l'armadio da dove venisse: era un rumeno, ingegnere elettronico che ha trovato lavoro solo emigrando e solo come montatore di una catena di mobilifici. [...]
Oltre alla natura salvifica e liberatoria della tecnologia,
Natura salvifica e liberatoria DEL LAVORO (alienato)
la cancellazione della sua dimensione politica e l’esaltazione della competizione, questa ideologia ha lasciato un’altra impronta importante sul settore tech
No: su tutto l'immaginario collettivo che definisce il significato di lavoro; ci sono fenomeni di differenziazione della "narrazione del lavoro" in funzione del settore, ma l'idelogia strutturale è quella da parecchie decine di anni. [...]
buona parte dello sviluppo tecnologico in Italia è fatto in una condizione di entreprecariato. Titolo di un libro di Silvio Lorusso, questo termine descrive la condizione in cui il lavoro precario e l’imprenditorialità si confondono in maniera tossica e il lavoratore è costretto a spendere tempo ed energie nel promuovere sé stesso ai clienti, nel costruirsi un brand personale, il tutto senza il ritorno economico legato al prendersi il rischio imprenditoriale.
É vero che l'ideologia del precariato e della colpevolizzazione della disoccupazione [1] usa leve materiali e psicologiche differenti in funzione del settore (tech, grafica, musica, distribuzione...), tuttavia ritengo che la condizione di precariato sia drammaticamente comune a tutti i precari del mondo :-O, anche se essere precari in Italia è decisamente differente che essere precari in Yemen. Infine, non voglio fare il marxista de noartri, ma quando si ragiona attorno al lavoro non si DEVE far finta che ormai tanto tempo fa Marx (sulle spalle di giganti come Hegel) ha analizzato bene i vari tipi di alienazione dei lavoratori: https://en.wikipedia.org/wiki/Marx%27s_theory_of_alienation#Types_of_alienat... L'elemento più interessante dell'analisi io ritengo sia la spiegazione della distinzione tra il lavoro ("labour") e la sua forma reificata: l'occupazione ("work" o impiego). Io ho il fondato sospetto che il precariato sia uno dei fenomeni che si inscrivono perfettamente nella teoria dell'alienazione del lavoro... mah?!? Comunque anche chi non è precario, più spesso di quanto si voglia far credere, soffre per la condizione alienante del proprio lavoro. Detto con uno slogan, se il lavoro è una commodity, il risultato è questo: --8<---------------cut here---------------start------------->8--- Capitalism reduces the labour of the worker to a commercial commodity that can be traded in the competitive labour-market, rather than as a constructive socio-economic activity that is part of the collective common effort performed for personal survival and the betterment of society. --8<---------------cut here---------------end--------------->8--- [...]
L’obiettivo non è creare un conflitto tra questi lavoratori, ma liberare entrambi dalla pressione economica, psicologica e sociale operata da questa ideologia.
Fantastico, "seems a plan": da dove cominciamo?!? :-D [...] Ciao, Giovanni. [1] che è parte integrante della subcultura della colpevolizzazione della povertà -- Giovanni Biscuolo