gestisco in prima persona il mail server della mia famiglia [...] nessuno dei miei utenti ha lamentato problemi [...]
non credo che un sistemista esperto dedicato [...] non sia in grado di gestire una organizzazione efficacemente...
[...] son svariati anni che gestiscono questo indirizzo letteralmente da casa mia. Le mie impressioni sono sovrapponibili alle tue [...]
Stefano, Roberto,
purtroppo la vostra esperienza è quasi del tutto scorrelata dalla realta' che impatta *GRANDI* organizzazioni (a spanne, da mille mailbox in su...).
Il numero di problemi che un "admin" deve affrontare al crescere delle mailbox e del relativo traffico, cresce *ESPONENZIALMENTE* con l'aumentare delle stesse.
Su server "familiari" o anche di piccole organizzazioni, i concetti di "prestazione" (lato I/O), di "quantita' di storage occupato" (GB vs. TB) e relativa "protezione" e, soprattutto, di analisi dei problemi riportati dagli utenti ("pochi casi/anno" vs. "diversi casi/giorno").... anche causati dai livelli di "educazione informatica" degli utenti ("molto simili" vs. "estremamente variegati"), *NON* rappresentano un problema (...ammesso di seguire --come nei vostri due casi-- le best-practice basilari).
Quanto sopra fa una differenza *ENORME* in termini di SPAM.
Quando hai MIGLIAIA di utenti, troverai:
...e potrei continuare.
È in questo scenario che Google e Microsoft si inseriscono e, a
causa delle proprie logiche (non note e, a volte, non rispettose
degli standard), ti "segano". Uno dei casi emblematici --non noti
al grande pubblico-- fu un paio d'anni fa... quando un *GROSSO*
Ente di ricerca nazionale (piu' grosso di INFN; forse il piu'
grosso che abbiamo in Italia) si vide blacklistata da microsoft la
subnet associata ai suoi server SMTP *UFFICIALI*. Risultato:
svariati giorni di caos e, subito dopo, l'ordine "dall'alto" di
migrare la posta (...perché "non funziona!") a... Microsoft. Cosa
prontamente avvenuta nei mesi successivi...
Devo riconoscere che --per un "admin"-- passare la posta a Google
o Microsoft è una salvezza: a tutti quelli che vengono da te,
rispondi: "Mi spiace, non posso farci nulla!". A volte, pero', ti
rispondono: "Ma come! E' sicuramente un problema 'di rete'!
Avrete ["voi incompetenti" sottinteso] fatto qualche modifica!". E
quindi... ti tocca comunque andare a spiegare / fare qualcosa
che... *DIMOSTRI* (perchè "tu" DEVI dimostrare... mentre BigG e M$
possono fare bello e cattivo tempo senza che nessuno possa alzare
un dito!) che tutto è a posto.
Ricordo un altro caso emblematico: Facebook che, ~tre anni fa,
modifico' il routing della sua CDN e, per qualche stranissimo
caso, faceva si che da UniChieti e UniBrescia (solo noi due, che
avevamo reti "adiacenti" in termini di IP) raggiungevano i server
della loro DCN... *PASSANDO DAL PERU'*!!!!! Risultato: dai nostri
due Atenei, i tempi di accesso a facebook erano drammaticamente
lenti e, inoltre, alcuni contenuti non si vedevano proprio
(georestrizioni).
Fu *ESTREMAMENTE COMPLESSO* dimostrare che il problema *NON* era
"nostro". E fu soltanto grazie ad *AMICIZIE PERSONALI* che alcuni
tecnici GARR avevano con i loro colleghi di Facebook, che
riuscimmo a portare sul sentiero corretto il troubleshooting e,
nel giro di pochi giorni, portare facebook a "risolvere".
Ovviamente il messaggio che passava --internamente-- era: "Ecco!
Avete visto? Avete 'risolto' i vostri problemi e... ora tutto
funziona!".
Il punto saliente dei ragionamenti che provavo a stimolare su ITNOG [1] (un gruppo Telegram di "specialisti" di networking, ambito TELCO, Italia) è che... se tutto cio' accade *PER CAUSA TUA*, allora tu lavori e ti prendi le giuste ramanzine.... Se tutto, pero', accade per causa dei GAFAM, sei sempre tu che lavori... e sei [quasi] sempre tu a prenderti le ramanzine. In questo secondo caso, pero', la tua Azienda ha un danno (perché devi lavorare per risolvere i problemi causati da altri).... e non lo trovo giusto. Per questo suggerivo di cambiare atteggiamento (nostro, nei confronti loro) quantomeno per portare esplicitamente alla luce le problematiche che --viceversa-- tendono a restare "al buio".
In ogni caso --e concludo-- per poter "vedere" queste problematiche.... devi quantomeno affacciarti a contesti decisamente "estesi": fin quando hai qualche decina di caselle afferenti ad utenti che --piu' o meno-- hanno poche e simili abitutini.... il mondo (dell'SMTP) ti sembrera' sempre "tranquillo" :-)
Un caro saluto e AUGURI DI BUON ANNO a tutti!
Bye,
DV
[1] il thread gira attorno a questo messaggio
https://t.me/IT_NOG/1/113087
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano@verzulli.it
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possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html