Grazie Don Luca!!
Mi sembrava di ricordare che nel Vangelo ci fossero riferimenti ai talenti, ed al fatto che non tutti ne avessero in egual misura, quindi mi sfugge il commento di Papa Francesco.
Sicuramente, nessuna persona di successo ha mai interesse (ne' umilta') a riconoscere quanto il caso abbia agevolato la loro crescita, e certamente - come vediamo dal numero di ricchi che frequentano
Harvard - quando sei arrivato fai in modo che i tuoi figli partano da una posizione di vantaggio. E' un comportamento naturale, parlare di meritocrazia serve solo a dare un illusoria apparenza di pari opportunita'.
In USA, nonostante il mito del "sogno americano", la percentuale di svantaggiati/poveri che riesce ad aver successo, e' insignificante.
ciao
roberto