noto una certa differenza fra la condivisibile osservazione sul pluralismo degli ordinamenti giuridici e dei modelli culturali di J.C. e la diversa impostazione a favore dell'affermazione di un unico modello, ossia quello statunitense. Per altro forse bisognerebbe riflettere maggiormente su quel modello, poiché in materia di diritti delle persone e libertà non mostra, e non ha mostrato nel passato, solo luci. Sarei poi interessato a conoscere da quali studi emerga che "questa sensibilità tra chi usa la rete è completamente diversa da quella riflessa nelle leggi, molto più vicina a quella americana che alla nostra tradizione", non potendoci basare per un serio dibattito su criteri autoreferenziali o sulla generalizzazione dell'esperienza. Per inciso, sempre in materia di diritti della persona, noto che non mancano negli USA tendenze favorevoli ai modelli europei, ad esempio in materia di trattamento dati. Alessandro Mantelero On Sun, 3 Oct 2010 12:09:06 +0200 Fabio Forno <fabio.forno@gmail.com> wrote:
2010/10/3 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>:
Non credo. Semplicemente si tratta di diverse storie, diverse valutazione dei pro e dei contro, diverse sensibilita' culturali, diverse visioni della societa'. Sull'argomento ci sono interi scaffali di contributi, per chi volesse approfondire.
"sensibilità culturale" è proprio il termine che descrive il problema attuale in Italia: questa sensibilità tra chi usa la rete è completamente diversa da quella riflessa nelle leggi, molto più vicina a quella americana che alla nostra tradizione. E in questo per me il mezzo ha trasmesso anche cultura, che in qualche modo prima o poi verrà recepita. Quello che mi chiedo è quante vittime inconsapevoli dovranno rimanere per strada.
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