Caro Antonio, grazie a te per aver sollevato il tema. E peraltro la mia risposta non voleva nemmeno essere una critica. Ma solo una modesta esortazione ad una analisi a 360° di un paese che vive una situazione animata dai molteplici problemi che anche tu hai elencato. Peraltro, applicando lo stesso interessante criterio di analisi delle crisi attuali o possibili e la presenza nelle stesse aree di materie prime rare e strategiche, sarebbe forse utile aprire gli occhi sulle "campagne acquisti" di tutte le potenze globali. Un caro saluto Giorgio Il 18/11/2019 18:39, Antonio Casilli ha scritto:
Grazie Giorgio,
accetto volentieri la critica costruttiva che vede in questo argomento, così formulato, un approccio riduttivo. Lungi da me l'idea di escludere tutti gli altri elementi che hanno giocato nella situazione attuale: una destra potente e radicata nella regione di Santa Cruz, un'articolazione di lotte sociali, etniche e religiose che perpetuano divari storicamente presenti dall'epoca coloniale, il crescente isolamento politico del governo Morales nel contesto sudamericano, ecc.
Per quanto riguarda la presenza di litio in altri paesi: il triangolo Cile-Argentina-Bolivia accoglie il 70% delle riserve mondiali del minerale. Ma queste risorse sono distribuite in maniera diseguale. La Bolivia è largamente in testa con il Salar di Uyuni che è un gigante di 10000 km2 e Coipasa che ne fa altri 2000 (tanto per confronto, Atacama che è il più grande in Chile è tre volte più piccolo). Per il resto, la questione che tu definisci geopolitica è piuttosto legata al modello economico scelto da questi paesi: l'Argentina e il Cile hanno scelto la privatizzazione e la presenza di capitali internazionali. La Bolivia invece ha scelto la nazionalizzazione, la non parcellizzazione dei salar (per non permettere pratiche estrattive abusive) e della trasformazione del litio all'interno del paese per esportarlo solo in forma di prodotto ad alto valore aggiunto (soprattutto batterie, prodotte nei due nuovi impianti situati a Uyuni). Non entro poi nel merito delle illazioni che piacciono ai forecaster dei mercati borsistici (ex. l'estromissione lo scorso ottobre della società tedesca ACI Systems che produce batterie per Elon Musk e la correlazione del tutto spuria tra la crisi boliviana e l'impennata delle azioni Tesla) <-- questo è puro voodoo.
Per approfondire: - Kate Crawford and Vladan Joler (2018) Anatomy of an AI System https://anatomyof.ai/ - Andrea Miconi (2019). Dalle miniere alle fabbriche: ecco chi sono gli schiavi che fanno funzionare il tuo smartphone. Linkiesta https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/14/andrea-miconi-filiera-digital... -
----- Mail original ----- De: "Giorgio Ventre" <giorgio@unina.it> À: "nexa" <nexa@server-nexa.polito.it> Envoyé: Lundi 18 Novembre 2019 09:41:59 Objet: Re: [nexa] Il litio boliviano e il settore dell'IA
Perdonatemi, ma con tutto il rispetto per le problematiche geopolitiche, mi sembra che ricondurre la questione Bolivia ad un problema di accesso al litio mi sembra riduttivo e, temo, probabilmente errato.
Il litio è presente in altri paesi in quantità ingenti. In Argentina per esempio, dove l'estrazione è peraltro in mano ad aziende statunitensi. E, per una semplice questione economica, non destabilizzi un paese con risultati incerti per avere accesso ad una risorsa che è disponibile altrove.
Un cordiale saluto
Giorgio
Il 18/11/2019 09:23, M. Fioretti ha scritto:
On Sun, Nov 17, 2019 17:18:02 PM +0100, Antonio Casilli wrote:
la destabilizzazione odierna della Bolivia potrebbe avere le sue radici nella strategia scomoda dell'amministrazione Morales di nazionalizzazione delle risorse di litio, cruciali per lo sviluppo del settore dell'IA e dei veicoli autonomi? Stesso, stesso identico tema, due stati più a nord, cambia solo il materiale:
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