Andrea,
Mi permetto di sottolineare che il voto concernente la proposta di regolamento presso il comitato ITRE che era previsto il 26 febbraio é stato posticipato di al 18 marzo (meno di dieci giorni fa) perché – tra l’altro – le traduzioni della proposta non erano pronte o incorrette. So benissimo che le traduzioni sono pronte adesso. Ma non erano finalizzate fino a un mese fa.
Io sono abituato a lavorare in inglese/francese ma non capisco come un cittadino europeo il quale non ha la stessa fortuna (e credo ce ne sia ancora qualcuno) possa esercitare il suo diritto fondamentale di accesso ai documenti delle istituzioni dell’UE, se tali documenti sono incorretti o mancanti.
Su che basi ha potuto esserci un dibattito pubblico informato se le traduzioni definitive sono state pubblicate qualche settimana fa ?
Mi sembra legittimo pensare che la percentuale di partecipanti ai « two major information events » di cui parli sia stata leggermente più limitata di quanto avrebbe potuto essere altrimenti. O mi sbaglio ?
E senza voler infierire, mi permetto di citare il comunicato ufficiale dei membri EFTA dello Spazio economico europeo che, come accennavo precedentemente, saranno interessati dal regolamento pur senza aver la possibilità di votarlo (e che sono quindi particolarmente sensibili al dibattito):
Some of the issues raised in the proposal are rather complex and challenging, both for market players and national authorities. The EEA EFTA States are of the view that the procedure leading up to the presentation of the proposal has not been sufficiently transparent, and that it could benefit from more extensive consultation. The ambitious time-frame for the processing of the proposal is challenging as the issues at hand are too important to be concluded with great haste
Mi permetto inoltre di esprimere i miei dubbi a riguardo a come i 600 stakeholders che hanno partecipato al major event di cui sopra abbiano potuto analizzare la proposta il 13 giugno, visto che é stata pubblicata il 14 settembre: sono stakeholders o chiaroveggenti? (perdonami la nota di umorismo, ma anche a Parigi c’é il sole)
Non mi esprimo sull’influenza delle CEO Round Tables perché, come ho detto non voglio infierire. Mi limito a suggerire agli amanti delle somiglianze peculiari di confrontare l’art 19 della proposta originale (sugli Assures Service Quality connectivity products) e la contribuzione di ETNO al WCIT 2012. Sicuramente le round tables sono state un successo.
Il fatto che i parlamentari di Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Slovenia e Paesi Bassi,non abbiano analizzato la proposta non mi stupisce affato ; anzi é stata una delle cause del mio sconforto (talmente elevato che mi ha spinto a scrivere un noioso articolo sulla neutralità della rete in una giornata di sole a Parigi)
Infine, Andrea, sai che apprezzo discutere con te ma non capisco come tu possa dire « attendere fino alla prossima legislatura - tenendo presente che oltre al rinnovo del Parlamento, di fatto si sarebbe dovuto attendere anche il rinnovo dell'attuale Commissione - sarebbe stata una scelta ugualmente criticabile, dato che i problemi affrontati dal pacchetto "Connected Continent" sono di urgente risoluzione »
Prima di tutto, se i problemi sono di urgente risoluzione (e sono d’accordissimo che lo siano!) perché la proposta é stata presentata a metà settembre 2013, sapendo che la commissione aveva dichiarato il suo impegno a salvaguardare la neutralità della rete nell’aprile 2009 ?! Stiamo parlando di 52 mesi per preparare il progetto e 7 mesi per discuterlo ? Alla faccia dell'urgenza! Continuo ad essere piuttosto esterefatto. In tutta sincerità non mi sembra una tempistica « raginevole ».A mio avviso in democrazia, si fa economia sul lavoro burocratico, non sul dibattito pubblico. Ma spero che tu lo consideri un’opinione personale e non un commento ingeneroso :)
Poi, per tornare all’esempio brasiliano, il dibattito che ha portato al Marco Civil é durato 4 anni ed é cominciato con il governo precedente : mi sembra che l’attesa non abbia determinato un risultato cosi’ catastrofico anzi ha permesso alla società civile di organizzarsi.L’esperienza brasiliana é esemplare proprio per come é riuscita a coinvolgere la società civile: é una lezione di democrazia con la D maiuscola.