Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne
sentiva davvero il bisogno.
> In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si
> fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa
> italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in
> questi giorni di 'essere stata tastata da lui in
> ascensore'." https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_libero_si_divide_sulle_accuse_a_richiard_stallman-294786792/
> <
https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_libero_si_divide_sulle_accuse_a_richiard_stallman-294786792/>
Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere
l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto
per niente.
Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato,
Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che
lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi
sono pubblici e l'iscrizione libera.
Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
"Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come
studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da
lui in ascensore"
Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no?
Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il
rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo
sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana"
come oggi.
Prosegue così:
"Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era
visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le
ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in
ascensore con lui, ma niente di più".
Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa,
ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario
all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo
di giornale?!
Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in
questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E'
talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose
orribili l'un* dell'altr*.
Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo
già da un po'.
D.
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