Buongiorno, È di qualche giorno fa l’annuncio dell’Internet Archive in cui viene presentata una futura funzione di supporto delle animazioni Flash. Sarà effettuato tramite la libreria Ruffle (in WebAssembly). Da una lettura superficiale non mi sembra che possa “raccogliere” automaticamente le pagine flash, ma è necessario che il proprietario le carichi nell’archivio. Non so se possa essere una potenziale soluzione transitoria per mantenere pubblico un archivio di grande importanza non solo per il territorio piemontese. http://blog.archive.org/2020/11/19/flash-animations-live-forever-at-the-inte... <http://blog.archive.org/2020/11/19/flash-animations-live-forever-at-the-inte...> https://blog.archive.org/2020/11/22/flash-back-further-thoughts-on-flash-at-... <https://blog.archive.org/2020/11/22/flash-back-further-thoughts-on-flash-at-...> Ciao Ciao Andrea Pellegrini 346 705 0039 <tel:+393467050039> Via Superga, 5 Pino Torinese (TO) Italy pelle@andreapellegrini.net <mailto:pelle@andreapellegrini.net> andreapellegrini.net <https://andreapellegrini.net/>
On 1 Dec 2020, at 09:56, Elena Marangoni <elena.marangoni@unito.it> wrote:
Buongiorno, segnalo la preoccupante situazione dell'Archivio de La Stampa che dal 15 dicembre diventerà inaccessibile a causa della dismissione di Flash Player (ma non solo), ben descritta da Mario Tedeschini-Lalli: https://tedeschini.medium.com/tecnologia-digitale-obsoleta-un-secolo-e-mezzo... <https://tedeschini.medium.com/tecnologia-digitale-obsoleta-un-secolo-e-mezzo...>
E' un caso paradigmatico in cui si intrecciano il problema dell'obsolescenza delle tecnologie informatiche (io sono mooolto preoccupata dalla dismissione di Flash tra pochi giorni, sono l'unica?), il tema della memoria digitale, le traversie editoriali della stampa quotidiana e il ruolo degli enti pubblici. Ottime alleanze pubblico-privato soffrono spesso di scarsa tenuta nel tempo e dopo alcuni anni gli attori coinvolti mutano assetto (tanto nel pubblico quanto nel privato), si sfilano, oneri e competenze non sono più chiare e piattaforme anche preziose e utilissime vengono abbandonate. Cosa si può fare? L'unico gesto che ci resta è la firma della petizione su Change.org linkata in calce all'articolo? Forse dovrebbero sortirne qualche azione e insegnamento sulla resistenza nel tempo dei progetti digitali,
saluti Elena Marangoni --- Servizi bibliografici digitali Università degli Studi di Torino
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