On December 30, 2020 10:22:13 PM UTC, Angelo Raffaele Meo wrote:
Insomma: public money, public code, public contents.
come coautore di un archivio contenente oltre 2mila learning objects free (compresi interi libri di testo) sono pienamente d'accordo. Temo soltanto che questa scelta non piaccia a molti colleghi.
Sarei felicissimo di sentire le loro argomentazioni. D'altro canto, vale ciò che è stato detto per il software: nulla vieta di creare materiali didattici proprietari... con soldi privati. Si chiama rischio d'impresa, se non erro. Ma dovendo massimizzare il ROI intergenerazionale e minimizzare il rischio di sprechi, mi sembra razionale finanziare solo quei progetti che massimizzano la probabilità di mantenere effetti positivi per un lungo periodo, potendo evolvere sulla base delle esigenze della collettività. Pensate a come sarebbe stata più flessibile la DAD se tali contenuti fossero stati disponibili ed adattabili da gennaio 2020 su server del GARR (o di Fare... naturalmente). Peraltro, la licenza CC-BY-NA non preclude nemmeno la pubblicazione cartacea da parte di un editore! Giacomo