indubbiamente e' una bella discussione... Paolo Brini wrote:
Il 08/07/2010 09:59, Andrea Glorioso ha scritto:
(Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un "contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita` pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de, mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement with ICANN" :)
Mi sembra pura teoria, se con procedimento analogo una major dice che un dominio .de va espropriato e ICANN concorda, nel giro di ore quel dominio viene trasferito: i tedeschi non hanno nemmeno uno dei 13 DNS root del mondo. Poi ci sarà tempo per interminabili cause legali, ma intanto quel dominio è andato.
In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono gestiti da organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi nella scelta della giurisdizione.
Esatto, e anche questo volevo far notare, per esempio il DNS root svedese (l'unico europeo) in questo caso è stato automaticamente assoggettato alle leggi americane. Tutto il mondo di fatto è stato assoggettato alle leggi americane "per colpa" di ICANN e dei 13 DNS root.
in questo elenco c'e' un dominio .tv io non so se cio' che conta e' il dominio o la localizzazione fisica del dns autoritativo o la giurisdizione applicabile a chi gestisce quel dns autoritativo penso che, se i dns autoritativi dei domini in questione, sono negli USA, gli USA hanno diritto di farsi le leggi che vogliono. mi sembrerebbe assai piu' controverso se, in qualche modo, i DNS propagassero informazioni discordanti da quanto propagato da un DNS autoritativo sito in luogo e con giurisdizione applicabile diverso dagli USA. my 0,2c -- blog.quintarelli.it www.eximia.it www.reeplay.it