Cari tutti,
"j" == J C DE MARTIN <J.C.> writes:
> Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a > contribuire in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del > 13 gennaio con una bozza su cui poi lavorare di persona durante > il mercoledi'. I punti su cui vi invito a contruibuire (potete > rispondere anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di > vostri, ovviamente) li trovate a seguire. Premettendo che parlo a titolo personale, offro il mio contributo su alcuni punti. Scusate la sintesi, saro` lieto di chiarire gli eventuali punti poco chiari. Parto dalla griglia disponibile presso: http://nexa.polito.it/roadmap2010 0. Tecnologia: 0.1. Quali saranno le principali evoluzioni tecnologiche legate al mondo di Internet? - Sviluppo di tecnologie per la "deep packet inspection" sempre piu` efficienti, efficaci ed economiche. - Sviluppo di tecnologie per il "data mining" sempre piu` efficienti, efficaci ed economiche. - Sviluppo della cosiddetta "Internet of Things", ovvero l'estensione di connettivita` IP (in particolare IPv6) ad oggetti (sensori e/o attuatori) i piu` svariati. 0.2. Tra queste, quali avranno, a vostro avviso, il maggior impatto sulla società? - Le prime due, dato che l'evoluzione della "Internet of Things" procedera` ad un ritmo meno rapido (costi maggiori di riconversione, business model ancora non del tutto chiaro, tranne che in alcune industrie specifiche come quella farmaceutica o dei trasporti) 0.3. Sono evoluzioni particolarmente sensibili a eventuali interventi normativi? A che livello: nazionale o europeo? - Sono sensibili. Oramai gli interventi a livello nazionale hanno vita breve, quindi europeo. 0.4. Sono tecnologie che richiedono grandi capitali? - No (anche se bisognerebbe definire cosa intendiamo per "grandi"). 0.5. Che ruolo giocherà l'Italia rispetto a tali evoluzioni? - Da quel che posso vedere da Bruxelles, quasi minimo dal punto di vista meramente tecnologico. Potrebbe pero` fornire il supporto politico necessario a giustificare certe tecnologie (o l'uso di certe tecnologie) particolarmente delicate. 0.6. Quali attori italiani esistenti sarà maggiormento toccato da tali sviluppi? In positivo o in negativo? - Domanda troppo complicata per un primo brainstorming, passo. ;) 1. In Italia: 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a ... ? - Assoluta mancanza di cultura della classe politica italiana, sia in termini puramente tecnologici ("come si accende un PC?"), sia in termini di una capacita` di riflessione matura sugli effetti delle scelte tecnologiche ("i social network sono tutti pieni di pedofili, quindi dobbiamo eliminarli"), sia in generale in termini di una vera cultura democratica in cui il dissenso e la diversita` - che Internet "naturalmente" veicola, data la sua avversita` a qualsiasi forma di censura - vengano visto come fisiologiche (e anzi utili) ad un sistema politico aperto, anziche` come pericolosi sintomi di una malattia da estirpare. 1.2. E la maggiore opportunita'? - L'Europa (nel senso che l'Italia e` obbligata a confrontarsi con realta` un po' meno sclerotiche). Anche se purtroppo temo che questo confronto sia pressoche` ignoto alla maggior parte di cittadini, complice un sistema mediatico, come posso dire, "diversamente pluralistico". :) 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'? - Deep Packet Inspection (ma sono di parte, perche` me ne sto occupando ora e me ne occupero` sempre piu` nel futuro) perche` e` una tecnologia in rapida crescita, i cui effetti economici, sociali e politici non sono ancora stati sviscerati a sufficienza. - Giornalismo collaborativo, ovvero piattaforme tecnologiche per il giornalismo dal basso. Aspetti sia tecnologici che economici e sociali (che strumenti "resistenti alla censura" usare? chi paga? come assicurare la qualita` delle informazioni?). Perche`? Perche` l'Italia ha un sistema informativo "diversamente pluralista". - Politica partecipativa, ovvero piattaforme tecnologie per la partecipazione bidirezionale dei cittadini alla vita politica. Perche`? Perche` l'Italia ha un capitale umano/partecipativo enorme che la nostra classe politica sta sprecando, e che non sara` canalizzato in maniera costruttiva rischia di esplodere. Non cito progetti gia` attivi, come quello sulla liberta` di espressione o sulla network neutrality, ma questo non toglie nulla alla loro importanza. 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'? - (Provoco un po'..) Dalla domanda deduco (in modo del tutto arbitrario) che l'attivita` di una associazione di advocacy si riferisce di fatto a NEXA, vista in una delle sue due dimensioni (ricerca/advocacy). Personalmente credo che, almeno a livello di organizzazione (privatamente ognuno porta molti cappelli) le due funzioni non siano compatibili: sia perche` sullo stesso tema X e` molto difficile fare ricerca oggettiva e "advocacy" al tempo stesso (chi fa ricerca dev'essere pronto, in linea teorica, a rigettare la sua ipotesi di partenza, il che per chi fa `advocacy' e` molto difficile); sia perche` inevitabilmente i risultati di una delle due linee di attivita`, per quanto meritevoli, verrebbero `macchiati' dalla presenza dell'altra linea. Quindi passo su questa domanda. 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'? - Banda larga, perche` senza possiamo giusto ragionare in termini di politica industriale da diciannovesimo-ventesimo secolo, e ci sono paesi con risorse umane/naturali tali per cui la competizione in questi termini e` del tutto impossibile. - Cultura scientifica e pratica tecnologica per le nuove generazioni (perche` i soldi sono quelli che sono e bisogna pur prioritizzare). - Sostegno alle attivita` imprenditoriali *veramente* innovative. 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte) - Direi le stesse di prima, mutatis mutandis. 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'? - Credo che prima di chiedere al Parlamento Italiano di legiferare su qualsivoglia tema legato ad Internet, bisognerebbe ragionare seriamente su un "aggiornamento" dei Parlamentari stessi sui "fondamentali" di Internet. 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche? - Interagire in modo continuo e veramente collaborativo con il mondo italiano piu` attento ai temi legati alla diffusione e all'utilizzo di Internet, e in presenza di qualsiasi misura legislativa che possa impattare su Internet, consultarsi in modo approfondito con tale realta` (tavoli di lavoro? seminari?). In sintesi, essere la testa di ponte della societa` civile piu` attenta a questi temi. 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'? - Non conosco abbastanza bene le attivita` di AGCOM o AGCM per esprimermi. 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura, http://www.kulturrat.de). O entrambe le cose? - Un "Ministero della Rete" rischierebbe di diventare un "single point of failure", nonche` un carrozzone assolutamente ingestibile, dato che quando si legifera "di" e "su" Internet si vanno inevitabilmemte a toccare temi molto distinti (telecomunicazioni, diritto d'autore, partecipazione politica, eccetera). Meglio dunque un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della rete. 2. In Europa: Nonostante sopra abbia espresso le mie posizioni personali, dato che lavoro per la Commissione Europea preferisco non esprimermi su questa sezione. 3. Nel Mondo: 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale? Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione? - Nell'ordine: una lotta all'ultimo sangue (che proseguira` oltre il 2010) tra ITU e resto del mondo (tranne la Cina e alleati) per il controllo sulla "governance" di Internet. Coalizzarsi con le organizzazioni (pubbliche o private, statali o meno) per creare un "blocco europeo". Formalmente, la maggior parte degli aspetti legati all'Internet Governance rientrano nell'ambito della politica estera, dunque e` il Governo che fa la parte del leone. Ma il Parlamento potrebbe certamente fornire un input, se fosse interessato. 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR? - Nonostante il gran fiorire di attivita`, mi sembra ci sia ancora troppa confusione su qual e` l'obbiettivo finale. Mi aspetto che nel 2010 le varie iniziative si consolidino. In ogni caso, il 2010 sara` un anno delicato per uno dei forum principali in cui discutere della faccenda, ovvero l'Internet Governance Forum, ora che si sta discutendo del suo possibiel rinnovo. Dato che la principale oppositrice al rinnovo dell'IGF e` la Cina, che non vede la IBR come una delle principali priorita`, dubito che il tema verra` messa al centro effettivo del dibattito a Vilnius (IGF 2010). 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'? - Cina. Perche` sono grossi, sono in crescita, sanno che il mondo ha bisogno di loro e hanno negli anni stretto una serie di relazioni diplomatiche con molti paesi in via di sviluppo che li rende dei negoziatori "di peso" in diverse organizzazioni internazionali rilevanti in questo ambito (tra cui l'ITU). Ciao, -- Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/ M: +32-488-409-055 F: +39-051-930-31-133 * Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali * * The opinions expressed here are absolutely personal * "Constitutions represent the deliberate judgment of the people as to the provisions and restraints which [...] will secure to each citizen the greatest liberty and utmost protection. They are rules proscribed by Philip sober to control Philip drunk." David J. Brewer (1893) An Independent Judiciary as the Salvation of the Nation