Salve Carlo, no, non mi sembra affatto normale rispetto alle offerte della concorrenza che da libero accesso (senza sovrapprezzo) ai clienti ad un proprio server SMTP (molti bloccano tutti gli altri come precauzione anti-spam). Comunque esistono dei servizi gratuiti di posta elettronica (per esempio Yahoo Mail Plus e GMail) che danno accesso criptato (SSL) a server SMTP (per es. su porta 465) che quindi aggirerebbero il blocco; oppure ci si può gestire un proprio SMTP server (che però può arrivare a costare tanto quanto ti chiede Telecom); o anche, infine, si può continuare ad utilizzare il proprio server SMTP preferito su porta 25 ma collegandosi a qualche VPN gratuita (tipo UltraVPN.fr) prima di inviare la posta. POP3 e SMTP esistevano prima ancora che l'http fosse nella mente di Tim-Berners Lee, quindi secondo me hai ragione a considerarlo un protocollo essenziale per poter dire di offrire "connettività a Internet"; ma io aggiungo che in generale i protocolli utilizzati non devono essere codificati a priori, altrimenti si bloccherebbe l'innovazione e la sperimentazione: tutti i giorni migliaia di persone testano nuovi protocolli in Internet. Come sarebbe potuto nascere il WWW se nel 92 i fornitori di accesso avessero avuto la presunzione e la capacità tecnica di filtrare qualsiasi cosa diversa da telnet, ftp, pop3, smtp, irc, gopher e nntp? E BitTorrent 11 anni dopo? Ciao, Paolo Il 16/09/2010 13:05, Blengino ha scritto:
Telecom ha deciso di bloccare sui contratti business il server smtp richiedendo l'autenticazione. Anche se non vuoi i loro servizi aggiuntivi di posta, il protocollo è bloccato. O paghi 1,50 € al mese o la tua posta non la invii. Nei profili commerciali ovviamente nulla si dice. Se vuoi inviare posta sei costretto ad abbonarti a parte, non si sa bene a cosa, solo per ricevere user e pass per autenticarti sui loro server smtp. Il protocollo di posta NON è più compreso in internet, o almeno nella favolosa offerta "Internet 20 mega".
Al di là delle implicazioni di chiarezza commerciale, chiedo ai tecnici in lista: è normale? un protocollo che nella mia mente di non tecnico è sempre stato parte fondamentale insieme all' http di ciò che chiamiamo "internet" può esser commercialmente filtrato su server che paghi a parte? Può darsi che io commetta errori e mi senta solo buggerato e fesso, avendo aderito a "impresasemplice": così semplice che per far quello che ho sempre fatto, ovvero inviare la posta dal mio client, ora devo pagare per autenticarmi.
Insomma, al di là della assenza di informazioni nelle offerte commerciali, chiedo cosa ne pensa AGICOM o dico una scemenza?
Carlo
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