Tralasciando le varie considerazioni già fatte, da fruitore di smart working due volte a settimana, devo dire che rappresenta un enorme plus per conciliare la vita familiare con quella lavorativa. Nelle pause posso predisporre la lavatrice o stendere i panni, sistemare la casa, avviare la lavastoviglie e prendere una boccata d'aria in giardino. Tutte cose che in ufficio, ovviamente, non posso fare, trovandomi nelle pause (previste per legge 15 minuti ogni 2 ore per i videoterminalisti) a vagare tra il bagno e la macchinetta del caffè giusto per svagare la vista.
A cui si aggiunge la possibilità di gestire meglio i figli durante i famigerati 3 mesi estivi di vacanze (quantomeno per due giorni a settimana), una gioia per i bambini ma un incubo per i genitori che devono barcamenrasi tra nonni (per chi ha la fortuna di averli in salute e in vita) e/o campi estivi o altre attività ludiche.
Insomma, proprio per essere brutale e non volersi addentrare in narrazioni cinematografiche, lo "smart working" (che poi sarebbe "lavoro agile", niente di "smart"...) rappresenta per il sottoscritto l'occasione di facilitare il quotidiano e il menage familiare. Non so se, senza questa possibilità, continuerei a lavorare nella PA con il misero stipendio che ancora oggi offre a molti suoi dipendenti.
Just my 2 cents.
MP