E' interessante notare come le
riflessioni dell'ottimo e documentato primo articolo citato
abbiano colpito nel segno.
Guarda caso, il giorno successivo appare un articolo (il secondo
citato), scritto da
Tim Worstall Senior Fellow of the
Adam Smith Institute * e
lobbista, che senza conoscenze specifiche dell'argomento, che su
commissione scrive di tutto: dal global warming, alle energie
rinnovabili, trade... cerca di smontare le argomentazioni del
primo articolo. Su Forbes si descrive: " I have opinions about
economics, finance and public policy"
* The
Adam Smith Institute (ASI) is a neoliberal (formerly
libertarian) think tank and lobbying group based in the United
Kingdom [da Wikipedia]
Personalmente penso che il continente europeo sia in una
condizione di totale dipendenza rispetto ai monopoli citati nel
primo articolo.
Elemento ancora più preoccupante è che si tratta di monopoli
tecnologici di una potenza straniera, che raccolgono dati
personali e grazie a questi sviluppano algoritmi e profili.
Se l'Europa volesse riacquistare la sua sovranità tecnologica
sarebbe necessario allocare sostanziosi investimenti (quindi solo
a livello europeo) per lo sviluppo di una alternativa - open
source - per ognuna di tutte le piattaforme citate. Si tratterebbe
di una decisione politica in controtendenza rispetto alle
politiche fatte fino ad ora, che ci hanno condotto a questa
situazione.
Qui gli articoli di un gruppo di lavoro ("investigate europe") che
sta svolgendo una inchiesta specifica rispetto alla dipendenza di
governi e amministrazioni pubbliche relativa a microsoft
http://www.investigate-europe.eu/en/new-investigation-europes-dire-dependency-on-microsoft/
Francesco Nachira
On 24/04/17 08:37, J.C. DE MARTIN wrote: