In data venerdì 29 marzo 2019 19:05:06 CET, Stefano Quintarelli ha scritto:
> On 29/03/2019 14:09, Marco Ciurcina wrote:
> > In data domenica 24 marzo 2019 16:19:24 CET, Stefano Quintarelli ha scritto:
> >> non credo che fu fatta per ragioni di marketing...
> >
> > Forse si.
>
> allora ogni ricerca finanziata da una fondazione ricade nella stessa
> categoria "fatta per ragioni di marketing" ?
La risposta è ovviamente no.
E l'affermazione scritta sopra è un sofisma (fallacia del tipo "a dicto simpliciter ad dictum secundum quid", o "illecita generalizzazione").
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" introduce una nuova espressione ("intelligenza artificiale") e però chiarisce che: "For the present purpose the artificial intelligence problem is taken to be that of making a machine behave in ways that would be called intelligent if a human were so behaving.".
Non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca adottano nuove definizioni che si applicano a "ciò che sembra" il sostantivo utilizzato nell'espressione ("intelligenza").
Oggi si ritiene che l'espressione "intelligenza artificiale" sia polisenso ed abbia un significato variabile nel tempo.
Non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca che introducono nuove definizioni che restano così imprecise a distanza di 64 anni.
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" dice che con 2 mesi di lavoro e 10 progetti "a significant advance can be made in one or more of these problems if a carefully selected group of scientists work on it together for a summer.".
A distanza di 64 anni e migliaia di progetti di ricerca dopo si può dire che non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca sbagliano le previsioni in maniera così evidente.
Il documento "A proposal for the Dartmouth summer research project on artificial intelligence" assume a presupposto che "every aspect of learning or any other feature of intelligence can in principle be so precisely described that a machine can be made to simulate it".
Non tutti i documenti relativi a progetti di ricerca si basano su un presupposto che (a distanza di 64 anni) pare ragionevole dire che fosse sbagliato: i lavori più recenti ricorrono ai computer quantici (che al tempo non erano ancora stati concepiti) per proporre un framework concettuale che rappresenta e fornisce gli strumenti operativi di una "macchina della vita"
https://link.springer.com/content/pdf/10.1007%2Fs10773-016-3177-6.pdf
m.c.