Esiste infine, come per l'ingegneria tradizionale, tra la scuola e l'università, la funzione intermedia del quadro tecnico. Un esempio, preso dall'ingegneria civile, è quello del geometra, ruolo indispensabile, perché non tutti hanno bisogno di costruire grattacieli, mentre molti devono realizzare "modeste costruzioni civili". Moltissime micro e piccole imprese italiane non hanno necessità di un laureato per le loro esigenze informatiche, gli basterebbe un diplomato, anche qui che sia preparato come un "informatico" in grado di definire un progetto in relazione alle esigenze dell'utente e non semplicemente come un "programmatore" che genera codice.
L'analogia con l'ingegneria civile mi piace tantissimo :) Il programmatore è il muratore o il carpentiere. L'informatico è l'ingegnere, l'architetto o, per piccoli progetti, il geometra. L'ingegnere non deve "impastare il cemento" ma se qualche volta, nella vita, l'ha fatto, gli tornerà sicuramente utile. L'informatico non deve programmare ma se a volte "si sporca le mani" con il codice, male non fa. Un ipermercato ormai lo si costruisce in un paio di settimane, prefabbricati e via. Ma a nessun ingegnere/geometra/muratore verrebbe in mente di usare i prefabbricati per una "costruzione civile". Nell'informatica attuale (per niente "buona"), purtroppo sì. Antonio