Carissimi,

il provvedimento del Tribunale di Milano è davvero abnorme e su questo, credo, siamo tutti d’accordo (anche solo per il fatto che del “disagio” del Collegio nell’esaminare le difese del malcapitato se n’è avvantaggiata alla fine la controparte che si è vista riconoscere – d’ufficio e a mo’ di insperato cadeau – altri 5.000 euro, tanto per gradire…!), ma, più in generale, vogliamo dire qualcosa – sempre che non sia troppo off topic – su questo benedetto processo telematico, senza che i membri della commissione si offendano?

Una congerie di norme (tecniche e non) di difficilissima comprensione, di ancor più difficile attuazione, soggette a cambiamenti repentini e inopinati e a interpretazioni a dir poco divergenti, a volte addirittura “esiziali” per i diritti delle parti che il processo dovrebbe tutelare (il riferimento è al dibattito sulla ammissibilità della costituzione telematica), cui, nei fatti, in molte occasioni, viene letteralmente asservita la procedura civile.

La conseguenza è che invece di avere uno strumento che renda possibile con minor dispendio di tempo ed energie il regolare svolgimento del processo civile, abbiamo un sistema farraginoso e formalissimo che per la sua rigidità e “digitale procedimentalizzazione” talora impedisce, anziché facilitare, il regolare svolgimento del processo, creando ostacoli inauditi e determinando una perdita di tempo colossale a carico degli operatori (principalmente avvocati e giudici).

In questo clima di profonda confusione e di generale frustrazione (acuita dai simpatici malfunzionamenti occasionali cui faceva riferimento Monica, che creano sempre un po’ di non desiderata suspense nella nostra professione) è comprensibile – anche se non giustificabile – che escano fuori questi pronunciamenti che somigliano più a reazioni, un po’ scomposte, a situazioni talora kafkiane, piuttosto che provvedimenti giurisdizionali di uno stato moderno.

Se si vorrà scendere nel merito, sarò lieto di continuare e di essere un po’ più circostanziato, ma nel frattempo, di là dai proclami del ministro Orlando, tenevo a segnalare a questa platea composta da persone che non frequentano necessariamente le aule di tribunale che, nel caso della amministrazione della giustizia, a mio personale giudizio, la tecnologia viene utilizzata piuttosto male e, per il momento, ha prodotto più disagi (e costi) che benefici (certamente non “per colpa” della tecnologia, ma di chi ha pensato il sistema).

Carissimi saluti,

Nicola

 

Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Guido d'Ipp
Inviato: mercoledì 18 febbraio 2015 16:03
A: avv. Monica A. Senor
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] processo telematico: l'idiozia della copia di cortesia entra in giurisprudenza (Guido d'Ippolito)

 

Mi sono espresso male.

Non ho detto di essere d'accordo con la sentenza, ho detto di essere d'accordo con le considerazioni di Simone Aliprandi.

E la mancanza di risorse non era una scusa per giustificare niente. Era solo una considerazione sul fatto che un tirocinante fa il tirocinio grazie alla "cortesia" di avvocati e giudici, non certo perché è messo nelle condizioni di farlo. 


 

Il giorno 18 febbraio 2015 15:36, avv. Monica A. Senor <senor@penalistiassociati.it> ha scritto:

Caro Guido, 

 

mi occupo di processo telematico per la Commissione informatica dell'ordine avvocati di Torino e, mi spiace, ma non sono d'accordo con te.

 

Il processo telematico sta comportando un grande dispendio di energie da parte di tutti i cd. operatori del diritto.

A Torino, grazie alla storica, sincera collaborazione tra avvocatura e magistratura, stiamo cercando di affrontare e risolvere insieme le questioni che quotidianamente si pongono e che Ministero e DGSIA spesso non aiutano a dirimere.

Abbiamo anche istituito un ufficio PCT misto per assistere a 360º gli iscritti.

 

Purtroppo, però, dall'inizio dell'anno sono accadute cose piuttosto spiacevoli in tema di PCT.

 

Te ne cito una, solo perché la più nota. , tra cui

Il sistema non ha funzionato per ben 3 giorni consecutivi perché il fornitore di PEC del Ministero (ne ometto il nome) doveva traslocare i suoi server da Roma a Napoli in quanto colpito da uno sfratto per morosità (sigh!).

Ovviamente, nessun sistema di mirroring era (ed è?) stato adottato.

 

A Torino, un attento Presidente di Tribunale, con la nostra collaborazione (lo dico con orgoglio!) ha emanato un provvedimento generalizzato di remissione in termini per l'avvocato che a causa del malfunzionamento del sistema abbia depositato un atto in ritardo.

 

Ma che han fatto gli altri uffici giudiziari?

Che è successo agli avvocati di tutta Italia che avevano un atto in scadenza nei giorni in cui il sistema non funzionava?

Ovviamente l'avviso di interruzione del servizio è stato dato con sole 48 ore di anticipo, nonostante sia verosimile ipotizzare che il trasloco fosse stato organizzato con congruo anticipo (non si improvvisa lo spostamento di un tot di server da un giorno all'altro e immagino che lo sfratto esecutivo fosse noto da qualche mese...).

 

La copia di cortesia si inserisce in un quadro di collaborazione istituzionale, ed è, per l'appunto, una cortesia.

Una cortesia accollata agli avvocati (rectius, che gli avvocati si sono accollati) non prevista da nessuna norma sul PCT.

La collaborazione, però, funziona solo se vissuta dalle parti nel reciproco rispetto.

 

Il provvedimento linkato da Simone è gravissimo.

 

Come può un avvocato venire sanzionato per una mancanza di cortesia (riconosciuta, lo ribadisco, nell'esclusivo interesse e bisogno del magistrato), per di più mediante l'applicazione di una disposizione del c.p.c. che riguarda tutt'altro merito?

 

IMHO, in questo caso, la solita vecchia scusa della mancanza di risorse non solo non è pertinente, ma non può in alcun modo giustificare l'accaduto.

 

Un caro saluto,
Monica


Il giorno 18/feb/2015, alle ore 14:20, Guido d'Ipp <guidodippolito90@gmail.com> ha scritto:

Sono d'accordo, è una sentenza che dimostra cultura digitale pari a 0.
Ma a questa mancanza di cultura digitale (spesso volontaria) di qualche giudice, cancelliere, avvocato ma soprattutto CTU, si deve affiancare una vergognosa penuria di mezzi tecnologici messi a disposizione dei tribunali. E per mezzi tecnologici parlo anche delle spillatrici.
Quindi, se spezzare è sicuramente troppo, quanto meno piegare leggermente una lancia a favore dei tribunali vorrei farlo.
Non difendo l'anacronistica usanza della copia di cortesia, ma se non ci fosse io non potrei fare il tirocinio presso gli uffici giudiziari ex art. 73 decreto del fare. Cosa che tra l'altro faccio in contrasto alla legge che prevede cose esistenti solo sulla "carta": ossia che mi vengano forniti i mezzi necessari (non dico un computer perché non ci ho mai ne creduto ne sperato, ma quanto meno delle credenziali per accedere alle banche dati con la giurisprudenza) e un rimborso spese.
Infine... la famosa "console del magistrato" non funziona sempre e quando non funziona vi lascio immaginare il macello. Giusto la settimana scorsa mi è stato consegnato un ruolo d'udienza scritto a mano su un foglio protocollo perché i server non funzionavano.
E io sto al Tribunale Civile di Roma...

Il 18/feb/2015 12:00 <nexa-request@server-nexa.polito.it> ha scritto:

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Today's Topics:

   1. GNI Submission to UN Special Rapporteur on the Protection and
      Promotion of the Right to Freedom of Expression and Opinion
      (J.C. DE MARTIN)
   2. College de France: "Façonner l'imaginaire : de la création
      numérique 3D aux mondes virtuels animés" (J.C. DE MARTIN)
   3. processo telematico: l'idiozia della copia di cortesia entra
      in giurisprudenza (Simone Aliprandi)


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Message: 1
Date: Tue, 17 Feb 2015 21:04:40 +0100
From: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it>
To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] GNI Submission to UN Special Rapporteur on the
        Protection and Promotion of the Right to Freedom of Expression and
        Opinion
Message-ID: <54E39ED8.3070605@polito.it>
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GNI submitted comments
<https://globalnetworkinitiative.org/sites/default/files/GNI%20Submission%20on%20Encryption.pdf>
for the report that the Special Rapporteur on the protection and
promotion of the right to freedom of opinion and expression, David Kaye,
is preparing on the legal framework governing the relationship between
freedom of expression and the use of encryption and other technologies
to transact and communicate securely online.

Read the submission.
<https://globalnetworkinitiative.org/sites/default/files/GNI%20Submission%20on%20Encryption.pdf>
(PDF)


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Message: 2
Date: Tue, 17 Feb 2015 22:48:35 +0100
From: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it>
To: nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] College de France: "Façonner l'imaginaire : de la
        création numérique 3D aux mondes virtuels animés"
Message-ID: <54E3B733.1020302@polito.it>
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*Façonner l'imaginaire : de la création numérique 3D aux mondes virtuels
animés*

Marie-Paule Cani
12 février 2015 18:00

Leçon inaugurale

Amphithéâtre Marguerite de Navarre - Marcelin Berthelot

http://www.college-de-france.fr/site/marie-paule-cani/inaugural-lecture-2015-02-12-18h00.htm



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Message: 3
Date: Wed, 18 Feb 2015 10:38:57 +0100
From: Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com>
To: "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] processo telematico: l'idiozia della copia di cortesia
        entra   in giurisprudenza
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Per chi si interessa al tema della digitalizzazione del sistema
giustizia (non necessariamente da addetto ai lavori, anche da semplice
osservatore)... ieri è stato un giorno nero a causa di questo assurdo
provvedimento del Tribunale di Milano:
http://aliprandi.blogspot.it/2015/02/processo-telematico-idiozia-copia-cortesia.html
.
Un minuto di silenzio per il progresso tecnologico e per il diritto...
e magari anche per il buon senso.
Un cordiale saluto.
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu


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End of nexa Digest, Vol 70, Issue 40
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