Ma l’uso del RE (da chiunque sia fornito) è obbligatorio o facoltativo?
In altri termini chi non vuole (o non può) usarlo come può fare?
Domande che riguardano tutte le interazioni indispensabili con una amministrazione pubblica (e i servizi indispensabili da loro forniti).
On Mon, Mar 17, 2025 21:42:05 PM +0100, Paolo Del Romano wrote:
> Caro Marco, se il problema è solo l’uso del RE da parte dei genitori
> e studenti allora è sufficiente non ritirare le credenziali del
> RE...
1) si', *io* sono interessato solo a quel punto della petizione
originale e qui sto parlando solo di quello fin dall'inizio, l'ho gia'
scritto piu' volte
2) "allora e' sufficiente..." Certo. Esattamente cosi' come, poiche'
il 90% dei problemi online di bambini e adolescenti derivano NON
dall'accesso a Internet in quanto tale, ma solo dal farlo in maniera
incontrollabile via smartphone, e' sufficiente che i genitori diano ai
figli, diciamo fino ai 14 anni, NON uno smartphone, ma un desktop o
laptop da usarsi solo a casa.
Certo che sarebbe sufficiente questo. Ne stiamo parlando proprio
perche' NESSUNO lo fa.
> La cosa importante è dare la possibilità a quelli che la pensano
> diversamente di godere dei vantaggi del RE. Sono contro ogni
> dittatura sia quella della maggioranza che quella della minoranza.
Paolo nel mondo reale fuori da questa mailing list di famiglie capaci
di godere solo dei vantaggi evitando i danni ce ne sta una su mille,
vogliamo ancora negare questo?
> 2) sull’uso dello smartphone è vero che è una causa di distrazione e
> che è giusto ritardarne l’uso alle nuove generazioni. Per gli
> adolescenti si deve trovare un modo per regolarne (con intelligenza)
> la modalità di utilizzo. Però sono anche dell’idea di affrontare il
> problema senza legarsi a posizioni radicali.
Le uniche posizioni che funzionerebbero nel mondo REALE sono quelle
semplici che non costano niente, a parte il coraggio di andare contro corrente:
https://mfioretti.substack.com/p/honestly-the-problem-with-children
> 3) il problema dei genitori di oggi (non generalizziamo!!…..di una
> parte di essi) penso che sia la loro scarsissima autorevolezza, la
> non educazione al sacrificio (scolastico), l’aver insegnato ai figli
> a dare sempre la colpa agli altri (ad esempio ai docenti)...
Vero. Leggere in tempo reale i voti sul RE, invece di alzare il sedere
per andare a parlare con i docenti dei figli, come aiuta queste
persone? Non e' molto piu' probabile che quasi sempre generera' solo
ansie da prestazione, o compiacimento di essere al passo coi tempi
pure se non si sa come, e con che conseguenze?
> 4) non amo la separazione dicotomica casa/lavoro e all’insegnante
> viene naturale mescolare questi due aspetti della vita.
Nulla di male in quanto scrivi, anzi. Ma che c'entra la vocazione
dell'insegnante con la realta' palese che quasi tutte le famiglie di
oggi non sono in grado di gestire in maniera sana il "diluvio" di una
connettivita' e datificazione di ogni aspetto della vita, in ogni
momento? Di che abbiamo paura nel dire che si dovrebbe fare un passo
indietro e andare piu' piano? Che i poveri smartphone comincino a
piangere?
Gira gira, sempre a quello torniamo: questo e' un campo che per il 99%
della popolazione politici in testa e' ancora magia nera, piu', per
dire, della chirurgia o delle esplorazioni spaziali. Ragionare come se
tutti potessero e volessero reagire come noi, anche quando e'
penosamente evidente che stan facendo da decenni il contrario, non e'
produttivo.
Marco