On August 28, 2020 10:40:51 AM UTC, Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> wrote:
Sono certo che presto il giornale cartaceo morirà, così come morirà il libro cartaceo. E' l'ignoranza collettiva che li tiene in vita entrambi, con gravi danni per l'ecosistema mondiale perchè dobbiamo smettere di tagliare alberi per produrre carta.
Non so dire se la tua previsione sia corretta. Se lo sarà, non sarà per ragioni ecologiche. La carta è un mezzo di conservazione dei dati molto più duraturo dei byte. Quando il giornalismo sarà interamente elettronico, quando anche nelle biblioteche i libri saranno "sul cloud", nascerà il Ministero della Verità predetto da Orwell. Sarà possibile riscrivere rapidamente la storia sulla base delle esigenze del Potere, giorno per giorno. L'autore dell'articolo scrive:
competenze digitali. In Italia siamo ultimi in Europa. Che c'entra? Moltissimo. Per stare in media con Francia, Germania e Spagna ci mancano diversi milioni di utenti della rete mentre quelli che stanno in rete mostrano un gap di competenze decisivo. Non fanno acquisti online e non scaricano contenuti. Non si fidano quando c'è di mezzo il denaro. Non mettono la carta di credito.
Non è divertente come, per chi NON dispone di competenze digitali (ma crede di averle) queste si riducano a "fare acquisti online", "fidarsi quando c'è di mezzo il denaro", "mettere la carta di credito"... Insomma, per l'autore fornire "competenze digitali" agli utenti significa facilitare l'estrazione di denaro da parte delle aziende. Sarebbe ancora più divertente se si trattasse di uno spettacolo di cabaret, in cui tutti ridono della battuta ed apprezzano il comico come tale. Purtroppo è pubblicato in uno dei maggiori giornali italiani. Il che la dice lunga sulla assenza di competenze digitali in Italia. E su chi si fa campione della loro diffusione. Giacomo PS: sorprenderebbe l'autore scoprire che a maggiori competenze informatiche corrisponde, a ragion veduta, un uso ridotto e molto cauto dell'ecommerce.