No, non credo che sbagli, Federico.

Aggiungo una mia riflessione in merito al fatto che in molti in queste ore stanno dicendo
che Apple è un'azienda e che in quanto tale è normale che faccia tutto quello che ritiene
opportuno per massimizzare i profitti. I critici, semmai, che smettano di comprare Apple.

Ma c'è un aspetto che secondo me va sottolineato con forza, ovvero che Internet (in senso
lato) è un commons, e un commons implica responsabilità da parte di tutti se vogliamo
che venga preservato. In altre parole, se all'inizio tutti si fossero comportati
come Apple, non avremmo mai avuto ne' Internet ne' il Web.

In altri termini, Apple (e non solo Apple, si capisce) sta facendo free-riding e questo
può essere magari lecito dal punto di vista giuridico, ma viola le regole di quel
commons che è Internet.

E ciò va detto con forza.

Case in point: perché accidenti Apple deve estendere in maniera proprietaria
il formato libero ePUB [1]? E dire che fa parte dell'organizzazione che lo standardizza,
l'International Digital Publishing Forum [2]! La versione 3 di ePUB,  da poco approvata,
non ha tutte le features desiderate da Cupertino? Che Apple lavori per includerle,
invece di sfruttare il lavoro fatto con ePUB per estenderlo in maniera proprietaria.

Per concludere, se non teniamo vivo l'ethos proprio di un commons,  e non chiediamo
a gran voce che venga rispettato da tutti, grandi aziende incluse (soprattutto
le grandi aziende), il destino di Internet temo sia segnato.

juan carlos


[1] http://en.wikipedia.org/wiki/EPUB
[2] http://idpf.org/membership/members






On 23/01/12 13:14, Federico Guerrini wrote:
Quello che secondo me alcuni non capiscono è che i libri non sono detersivi: se creo e controllo una filiera che va dal supporto con cui sono creati i testi alla loro distribuzione, acquisisco un potere inedito. Supponiamo che tutte le scuole adottino solo l'iPad. Il formato ideale per produrre testi per iPad sarà, per forza, quello di Apple. Producendo in quel formato (supponendo che la Mela faccia la logica mossa di un formato proprietario, creabile al top solo con Author) si viene però obbligati a versare una quota del 30 % a Apple e a distribuire il libro attraverso i suoi canali. Non solo, ma Apple può decidere di non pubblicartelo il libro e tu, in quel formato, per quel supporto non lo puoi creare in nessun altro modo. Bello, no?

Ditemi se sto sbagliando qualcosa nel ragionamento...


On Sun, Jan 22, 2012 at 7:58 PM, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:

(anche sul mio blog. interessanti i commenti. danno una idea di cosa pensa la gente non addentro)

------- Original message -------
From: Federico Guerrini <federicogue@gmail.com>
To: nexa@server-nexa.polito.it
Sent: 22.1.'12,  19:34


Due interessanti articoli:

Qui

http://www.readwriteweb.com/archives/why_apple_why_does_it_have_to_be_like_ this_the_col.php

E qui:

http://www.zdnet.com/blog/bott/apples-mind-bogglingly-greedy-and-evil-licen se-agreement/4360?h=1&tag=nl.e539

Ciao,

Fed.






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Il mio ultimo libro: Vivere Social

http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea978889713912/


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