Cari tutti propongo, nel capoverso finale che inizia con "Infine, noi apprezziamo la decisione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza di destinare all’istruzione dieci miliardi del Recovery Fund." di sostituire quanto segue --- A questo proposito, ci permettiamo di richiedere che i programmi di formazione nell’area informatica non siano basati prevalentemente sull’uso del computer, come nella nota ECDL, ma riguardino sopratutto i fondamenti concettuali dell’informatica, compresa la programmazione in un linguaggio avanzato. Inoltre riteniamo, in accordo con un rapporto OCSE, che tale insegnamento debba essere impartito a partire dalla scuola primaria. --- con questa mia formulazione alternativa --- A questo proposito, ci permettiamo di richiedere che i programmi di rafforzamento delle competenze digitali [NdA: purtroppo questa è la terminologia che conoscono e che quindi noi dobbiamo usare] (1) riguardino soprattutto i fondamenti scientifico-tecnologici e di impatto sociale dell'informatica come descritti - ad esempio - nel "National Curriculum in England: Computing programmes of study", (2) siano impartiti a partire dalla scuola primaria e (3) vedano un adeguato investimento nella formazione dei docenti. --- Alcune note aggiuntive (perdonate se sono sintetico ma alcuni temi sono più adatti ad essere discussi in un dibattito che per mail) Nota 1. La comunità universitaria italiana ha proposto una versione italiana del curriculum inglese citato nella lettera (accessibile qui https://www.consorzio-cini.it/images/Proposta-Indicazioni-Nazionali-Informat... per i più curiosi) ma ritengo sia meglio riferirsi all'argomento in modo più internazionale Nota 2. Parlare di "programmazione in un linguaggio avanzato" non è secondo me opportuno in un documento di questo tipo, è come se fosse arabo. Nota 3. Se parliamo di un rapporto OCSE va citato. Io di un rapporto che pari di insegnamento dell'informatica nella scuola in modo esplicito (ovvero non parli di coding o di pensiero computazionale o di ICT) non ho contezza. Nota 4. Anche l'espressione "conoscenza e uso delle reti informatiche" (proposto mi pare da Marco Ciurcina) mi sembra eccessiva qua. Parlare di "fondamenti scientifico-tecnologici dell'informatica" copre anche questi aspetti. Nota 5: sposterei il discorso sulla "rete nazionale della scuola" presente alla fine del capoverso precedente in questo in cui si parla dei dieci miliardi per l'istruzione, usando l'espressione "infrastruttura cloud pubblica per la scuola utilizzabile a supporto della teledidattica" e rimarcando che deve essere (1) basata su software libero, (2) consentire di ospitare (come suggerito da Giacomo Tesio) contenuti liberi (CC-BY-SA) prodotti dai docenti che lo vogliono, (3) accompagnata da investimenti in personale tecnico-informatico da immettere in pianta organica, (4) supportata da finanziamenti per consentire le sintonizzazioni sulla base delle specifiche esigenze locali. Buon anno a tutti! Enrico Il 28/12/2020 12:59, Angelo Raffaele Meo ha scritto:
Carissimi, innanzi tutto vi ringrazio per la sollecitudine e l’impegno con cui avete risposto alla mia proposta. Sfortunatamente, il demonio, nella sua veste di santo protettore del software proprietario, nella serata del giorno successivo a quello in cui vi ho inviato il mio mail, mi ha colpito con un virus che ha cancellato sul mio computer tutti i mail che mi avevate inviato e fortunatamente avevo già letto. Per non perdere tempo, vi invio comunque una prima bozza della lettera al Presidente del Consiglio che ho scritto sulla base di quanto ricordo di aver letto. Sfortunatamente, non so se per colpa del demonio o dell’età, il mio cervello negli ultimi anni ha perso cento milioni di neuroni e soprattutto trecentomila miliardi di sinapsi, per cui ho certamente dimenticato o mal interpretato molte delle vostre osservazioni. Vi prego quindi di integrare o emendare il testo che vi trasmetto in allegato. Prego soprattutto Marco Ciurcina di verificare quanto ho scritto dal punto di vista giuridico. Come forse saprete, alcuni mesi or sono io inviai una lettera alla Ministra Azzolina, ma non ho mai ricevuto alcuna risposta. E’ ovvio. Io sono solo un vecchio professore in pensione. Pertanto penso sia conveniente far firmare quella lettera da personaggi noti come, ad esempio, Stefano Quinterelli o dai responsabili di istituzioni o associazioni scientifiche a nome delle stesse. Altri nomi, come il mio, potrebbero essere aggiunti al fondo nella lista dei firmatari. Ancora molti ringraziamenti.
Raff.
Il 26/12/20 17:16, Marco Ciurcina ha scritto:
In data sabato 26 dicembre 2020 13:11:04 CET, Antonio Iacono ha scritto:
Io non ho proposte, non so il modo di ricompensare chi scrive software libero. Ci sono diverse tecniche per ottenere questo risultato.
Una di queste si colloca nel quadro dell'iniziativa sulla legalizzazione del file sharing partita qualche giorno fa https://freesharing.eu/
Se si attuasse la proposta prevedendo un equo compenso obbligatorio e irrinunciabile da parte degli autori del software, si attiverebbe un meccanismo di contribuzione per chi scrive software libero.
IMHO sarebbe utile iniziare a discutere di riformare il diritto d'autore mettendo al centro la persona e i suoi diritti fondamentali.
m.c. _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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