Un po' in ritardo, ma sento di dover pubblicamente testimoniare il mio accordo totale a quanto scrive Stefano, e soprattutto con questo passaggio: "Se gli info-anarchici/info-rivoluzionari/info-romantici/... invece di lasciarsi andare alla delusione politica ed abbracciare gli assegni, si impegnassero in politica, sarebbe meglio per tutti."

L'idea che la fabbrica delle salsicce si possa aprire come una scatoletta di tonno, anche se l'apriscatole è fatto di bit, è una delle idee più vecchie e più pericolose di sempre. E sa il cielo se la fabbrica in questione non avrebbe bisogno di una bella ottimizzazione...

Andrea

On Thursday, May 19, 2016, Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> wrote:
> quindi il cambiamento politico che viene raccontato rimane possibile, ma
> tutt'altro che semplice


tutt'altro che semplice soprattutto se si scelgono le scoricatoie

aggiungi a quello che hai scritto zuck che incontra democratici e repubblicani per spiegare che lui ci tiene ad essere equilibrato e che si pone come garante (lui!) della comunicazione politica (!)

invito a leggere un passaggio di una sentenza USA del 48 qui (in fondo) http://goo.gl/v4DwPu

...The philosophy of the Sherman Act is that it should not exist.
For all power tends to develop into a government in itself. Power that controls the economy should be in the hands of elected representatives of the people, not in the hands of an industrial oligarchy.
Industrial power should be decentralized.
It should be scattered into many hands, so that the fortunes of the people will not be dependent on the whim or caprice, the political prejudices, the emotional stability of a few self-appointed men.
The fact that they are not vicious men, but respectable and social-minded, is irrelevant.
That is the philosophy and the command of the Sherman Act. It is founded on a theory of hostility to the concentration in private hands of power so great that only a government of the people should have it."



> forzino il più possibile la distribuzione dei poteri, però costa
> fatica, quindi il cambiamento politico che viene raccontato rimane
> possibile, ma tutt'altro che semplice

non sai quanto sia vero! non ne hai idea!
occorre uno sforzo per portare grano salis digitale nelle policies politiche, ma ci vuole tempo, impegno, girare come un criceto per produrre cose minute, e grande passione per i fallimenti a breve..

Su Moxie Marlinspike e della sua excusatio non petita, penso bbia una conoscenza limitata del mondo e un bias di fondo della ineluttabilità dei grandi poteri economici.

Nessuna delle due cose è vera.
Certamente un sistema aperto con N player è più complesso da aggiornare rispetto ad un sistema di un unico proprietario.

Grandi iniziative industriali globali sono lì a dimostrare che si può fare (ci vogliono tempi a compromessi (che non e' una parolaccia!)), le decisioni di parlamenti e tribunali dimostrano che i poteri economici sono soggetti al potere politico (che è il potere root, che proviene -non dovunque- dal popolo)

Ci vogliono più informatici nei parlamenti, costringendo loro ad uscire dalla stanza e capire la dimensione materiale ed i colleghi a destreggiarsi in quella immateriale.

Se gli info-anarchici/info-rivoluzionari/info-romantici/... invece di lasciarsi andare alla delusione politica ed abbracciare gli assegni, si impegnassero in politica, sarebbe meglio per tutti.

Moxie ha fatto una scelta: perseguire la sua idea abbracciando il potere di una multinazionale e non perseguirla in un consesso democratico.

Era certamente più semplice...

ciao, s.


On 19/05/2016 11:22, Claudio Agosti wrote:
post medio/lungo di filosofia. topic: decentralizzare nel 2016.

la sensazione che ho, è decentralizzazione/blockchain stanno subendo un
po' di reframing.
Da un lato, per gli addetti ai lavori, c'è disillusione sulle
effettività proprietà rivoluzionarie che stanno in un concept. I
cambiamenti sociali li ottieni curanto tutti gli aspetti di un progetto
software esterni all'architettura, questo richiede investimenti ed
esperienza.
Per chi si avvicina invece, vista una tecnologia ci si attacca ad alcune
aspettative (vendute quando la tech è in hype) senza considerare cosa
sia davvero nell'ecosistema tecnologico.

Nell'ultimo mese è successo sia con la decentralizzazione/federazione
che con la blockchain.

Uno degli autori del software Signal (end2end cifrato poi integrato da
whatsapp dopo che è stato comprato da twitter) ha postato questo
https://whispersystems.org/blog/the-ecosystem-is-moving/ ed è il
proseguio di questa conversazione (flame?) iniziata su
github: https://github.com/LibreSignal/LibreSignal/issues/37 nella quale
uno degli autori spiegava che non avrebbe mai voluto federare la rete.
E' cinismo ? E' vero ? https://twitter.com/pranesh/status/732239469198213121

Non stiamo a guardare il perchè, ricordiamoci solo che una corrente
filosofica crede che l'intelligenza debba star il più possibile ai nodi
e non in sistemi centrali, questo è quasi sempre condiviso tra chi vuole
tutelare diritti/indipendenza/interoperabilità ed osteggiato da chi fa
business basato sulla centralizzazione. Ora questa cosa viene messa in
discussione, è cambiato qualcosa?

La decentralizzazione è più difficile e quindi qualcuno risponde che "il
sano pragmatismo" porta alla centralizzazione. vabè, deve essere stata
la stessa cosa per i protocollo fondativi di internet, ma per fortuna le
proprietà (distribuzione, interoperabilità) sono state preferite alla
semplicità (il costo? una difficoltà d'upgrade, più esposti a problemi
di sicurezza)

Ora con la blockchain (declinata in bitcoin, diciamo) secondo me stiamo
assitendo a qualcosa di simile: il meccanismo del mininig garantisce la
produzione di nuovi BTC, ma l'economia di scala della mining
farm http://www.bbc.com/future/story/20160504-we-looked-inside-a-secret-chinese-bitcoin-mine
ha incentivato la creazione di questi super-attori. Così ora, come
riporta l'articolo che m'ha ispirato a scrivere
(https://english.lasindias.com/blockchain-is-a-threat-to-the-distributed-future-of-the-internet),
un paio di miner possono decidere le sorti della rete. Era tecnicamente
possibile, semplicemente si credeva sarebbe successo.
Questo si somma ad un altro problema: al deadlock nello sviluppo di
bitcoin spiegato bene
qui: https://medium.com/@octskyward/the-resolution-of-the-bitcoin-experiment-dabb30201f7

Entrambi i fenomeno nel senso opposto a tutta la comunicazione fatta
negli ultimi 3/4 anni come "bitcoin la moneta indipendente che non vine
influenzata da nessuno", sta perdendo valore proprio a causa di poteri
che si sono creati con la centralizzazione. E queste lotte interne per
lo più sono portate avanti da chi sta proteggendo il proprio business e
nel contempo è cieco davanti al fatto che per uso capillare di btc devi
pensaro usato su mobile, ma non si può pretendere che i 60 giga di dati
da hashare siano scaricati e computati su dispositivi mobili: ma sembra
che chi vive a san francisco tenda a non pensarci.

La blockchain, come sistema di "accordo" distribuito a costo zero,
utilizzabile per tenere traccia di azioni descritte in forma digitale,
sembrava poter offrire garanzie di sicurezza e vantaggi tali per cui il
sistema tradizionale bancario/fiduciario sarebbe venuto meno.
Vero, in teoria. ma in pratica, siamo davvero in una situazione così
tragica? se non hai forze transazionali coalizate contro di te, non
percepisci il rischio, per  cui l'addizionale costo (umano) per
l'adozione della blockchain non viene ripagato (amenoché non vendi
materiale su silkroad/openbazaar).
L'utilizzo trend è di ottimizzare alcuni mercati, aiutando però solo i
guadagni di chi possiede già il business stabilizzato. ad esempio
http://www.everledger.io/ avendo un sistema riproducibile su scala
mondiale di verifica di un diamante, si verifica che non siano sintetici
o rubati. però aiuta un sistema capitalistico funzionante, e risolvendo
un problema di sicurezza contestuale.

Gli usi della blockchain più esoterici, come quelli paventati da
ethereum, sono piuttosto arretrati e il costo tecnologico necessario è
giustificabile solo in contesti teorici (non esistono sistemi repressivi
così competenti a controllare telco e finanza ma non controllarti i
dispositivi. non ho trovato un modello di rischio che viene risolto da
ethereum, idee?)

Anche qui: non è impensabile usare una blockchain con delle regole che
forzino il più possibile la distribuzione dei poteri, però costa fatica,
quindi il cambiamento politico che viene raccontato rimane possibile, ma
tutt'altro che semplice


On Wed, May 18, 2016 at 12:42 PM, Alessandro Mantelero
<alessandro.mantelero@polito.it <mailto:alessandro.mantelero@polito.it>>
wrote:

    The blockchain is a threat to the distributed future of the Internet


    https://english.lasindias.com/blockchain-is-a-threat-to-the-distributed-future-of-the-internet



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    Prof. Avv. Alessandro Mantelero
    Politecnico di Torino

    Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
    Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator, Double Degree
    program in Management and IP Law
    Nanjing University of Information Science and Technology | Part-time
    Expert, School of Public Administration
    European Data Protection Law Review | Associate Editor

    http://staff.polito.it/alessandro.mantelero

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