Non è così semplice, per motivi sia tecnici che politici. Per lo specifico caso Parler, quelli tecnici sono stati analizzati qui: <https://www.lastweekinaws.com/blog/parlers-new-serverless-architecture/>; e quelli politici qui: <https://www.theregister.com/2021/01/14/pirate_bay_cofounder_criticises_parle...> In generale, come era emerso già 10 anni fa con Cablegate-Wikileaks, una piattaforma può essere resiliente solo "by design"[1], se è pensata apposta per resistere alla censura e se ci sono dei provider politicamente robusti che non si facciano intimorire. Con Wikileaks, ricordo, OVH si rifiutò di cedere a pressioni [poli-]governative. Qualunque provider sul pianeta che volesse ospitare Parler se ne assumerebbe la responsabilità politica. Inoltre se Parler venisse ospitato, supponiamo, in Cina o in Russia, si assumerebbe la connotazione politica di questa scelta. Visto che i data center sono luoghi fisici, il cloud è territorializzato, e quindi inevitabilmente politicizzato. Alberto [1] In quella occasione ne parlai a e-Privacy: <http://cammozzo.com/Papers/Cammozzo-Eprivacy2011-DesignedForDemocracy.pdf> On 19/01/2021 08:57, Antonio Iacono wrote:
https://greenwald.substack.com/p/how-silicon-valley-in-a-show-of-monopolisti... Non voglio entrare, per adesso, nel merito della questione politica, solo un appunto tecnico.
"Because Amazon is such a dominant force in web hosting, Parler has thus far not found a hosting service for its platform, which is why it has disappeared not only from app stores and phones but also from the internet."
Ma davvero siamo convinti che senza Amazon non ci sia la possibilità di ospitare server? In questa lista ci sono decine di persone che saprebbero ben consigliare Parler su come fare per "rastrellare" spazio in "hosting service" minori.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa