Buongiorno, non entro nel merito delle competenze che deve avere un ministro, ma... ancora nel 2020 è difficile per gli informatici riuscire a spiegare cosa fanno, tipo quando mi madre racconta ad amici e conoscenti "mio figlio lavora SUL computer" :-) Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
purtroppo il problema non ammette soluzioni prettamente tecnologiche,
Come nessun altro problema cibernetico.
E' urgente estirpare l'idea che l'informatica sia questione tecnologica: è la ragione della nostra arretratezza in materia.
Ecco appunto: vi prego in ginocchio di non identificare l'informatica con gli strumenti tecnologici che utilizza per il trattamento delle informazioni, come "mera" tecnica [1]. Charles Babbage e Ada Lovelace griderebbero vendetta di fronte a tale considerazione della cultura che è stata loro necessaria per sviluppare l'Analytical Engine *e* il primo programma della storia dell'umanità (e nessuno se ne accorse per oltre un secolo) [2]. :-D L'informatica è tecnologia tanto quanto linguistica, matematica e filosofia messe assieme, OK? Un informatico rimane tale anche se non è ingegnere elettronico, per esempio. A nessun dirigente sarebbe concesso di arrivare a ricoprire qualsiasi posizione senza avere cognizione almeno basilare di molte materie di studio... tranne che dell'informatica, che infatti è ancora assente dai curriculum di studio di quasi tutti. Io non capisco come si possa stabilire una politica efficace nella gestione informativa di un sistema senza avere cultura informatica (che io informalmente definisco "saper programmare" [3]). Nel caso specifico Antonio "provocatoriamente" chiedeva che il prossimo Ministro per la PA avesse competenze specifiche in gestione di basi di dati e nella loro interconnessione attraverso la rete, non vedo cosa ci sia di tecnico in quelle competenze. Per dirla in altro modo: se il Ministro almeno comprendesse l'enorme vantaggio che ha utilizzare database RDF con ontologie ben definite per poter creare una rete di Linked Data della PA, problemi come quello della Lombardia in zona rossa "per sbaglio" sarebbero già risolti da un pezzo. ...oppure è tutto chiaro e "semplicemente" non si riesce ad implementare una simile politica per non so quali ostacoli? [...] Saluti, Giovanni. [1] «sottogruppo delle pratiche umane concernenti il comportamento nei confronti della natura diretto alla produzione di beni.» oppure «Per tecnica si può intendere l'applicazione delle conoscenze elaborate dalla scienza a scopi pratici e alla produzione di strumenti per realizzarli.» [2] https://en.wikipedia.org/wiki/Ada_Lovelace#First_computer_program [3] che implica anche sapere cosa NON si può programmare -- Giovanni Biscuolo