Il 09/07/2010 07:22, Andrea Glorioso ha scritto:
Bisognerebbe guardare il contratto tra Verisign e lo Stato di Tuvalu. Sinceramente non mi stupirebbe se fosse come dici tu. :)
Non l'ho trovato, però ho trovato degli articoli che dicono che Verisign opera come TLD in piena autonomia da Tuvalu, in cambio di un milione di dollari all'anno allo stato per un accordo che scade nel 2016. Tuvalu ha chiesto di rinegoziare l'accordo prima della scadenza perché secondo il ministero delle finanze il compenso "sono noccioline" (in effetti Verisign vende i .tv significativi anche a 20, 50 e 100 mila dollari l'uno). Questo spiegherebbe la leggerezza con cui i .tv vengono riassegnati ad autorità americane.
A parte il fatto che non sappiamo se ICANN, il registry o il registrar hanno interpellato l'organizzazione in questione in passato, magari non ricevendo nessuna risposta;
Mi sembra impossibile. A parte che, se una delle suddette organizzazioni fosse andata per caso a verificare proprio quei 7 domini accusati di pirateria dagli organi federali e proprio prima della richiesta federale, sarebbe una coincidenza con un probabilità quasi-nulla, del tipo 1 su 1 miliardo, c'è da notare che tvshack.cc (che ha gli stessi identici dati del dominio .net trasferito) non è stato toccato. Pur essendo .cc relativo alle Isole Cocos, il dominio è gestito, a quanto posso vedere in totale autonomia, da Verisign. Proprio come il .tv espropriato... Quindi, "'ca nisciuno è fesso", non c'è stata nessuna verifica di consistenza dei dati del whois, hanno semplicemente trasferito i domini indicati dalle autorità federali inventandosi il primo cavillo a cui potevano aggrapparsi, sapendo che è improbabile che soggetti, magari pure non americani, che gestiscono siti senza scopo di lucro e spesso sono hobbisti, vengano a far causa in territorio americano. Le autorità si sono evidentemente dimenticate / non si sono accorte di tvshack.cc e questo dettaglio sbugiarda loro e ICANN.
e a parte il fatto che sinceramente dubito che chi registra nomi a dominio come quelli di cui stiamo discutendo, se mette dati errati, lo faccia in buona fede;
Secondo me le autorità americane hanno bisogno di questo giochetto e della complicità di ICANN perché conoscono bene le difficoltà e le conseguenze di dimostrare per quei domini (che ospitavano siti pieni di link) una qualsiasi violazione di copyright: dovrebbero dimostrare il "reato di link" e questo avrebbe conseguenze devastanti per grossissime società americane, a cominciare dai motori di ricerca di Google e Microsoft. Non che non ci siano pressioni per modificare le leggi americane in questa direzione, intendiamoci. E d'altra parte se tutto fosse limpido e lineare e trasferire un dominio alle autorità americane fosse per ICANN come bere un bicchier d'acqua, non si capisce allora perché siti accusati di istigazione al terrorismo o di riportare immagini di abusi sessuali sui bambini non abbiano visto i propri domini trasferiti per diretta iniziativa di ICANN. O meglio, si capisce solo considerando che la protezione del copyright ha la precedenza su tutto il resto. Comunque, il whois di The Pirate Bay è in ordine (come pure quello di MegaUpload), ciò nonostante secondo la fonte il dominio è nel mirino di ICANN, ma nessuno di TPB è stato finora contattato.
Credo che nel Registry Accreditation Agreement di cui ho discusso nella precedente email ci siano anche delle indicazioni sull'obbligo di attendere una risposta da parte del "Domain Name Holder" per un periodo di quindici giorni (vado a memoria) prima di procedere.
Grazie. Ciao, Paolo