Sapevate che in Italia la commissione responsabile di allocare 1
milione di euro per sperimentare il voto elettronico remoto non
produce verbali e i cui componenti sono stati nominati in sordina?
Questo nasce dalla interrogazione parlamentare della deputata
Nissoli alla Ministra Lamorgese dell'11 Settembre, dalla cui
risposta emerge l'esistenza del comitato.
Il 4 Ottobre ho fatto una richiesta FOIA ai ministeri
competenti, ottenendo l'elenco dei membri e la notizia
dell'assenza di verbalizzazione:
Ricordiamo come negli US è talmente sensibile il tema, che è
affrontato con audizioni pubbliche di esperti presso il congresso
e gli apparati di sicurezza nazionale hanno detto la loro ben
prima.
A questo punto auspichiamo un prossimo intervento del Copasir
con richiesta di audizioni dei soggetti coinvolti sul tema, ma
sopratutto un intervento della politica per audizioni pubbliche
di esperti giuristi, politici, tecnologhi e di sicurezza delle
informazioni.
Questo è anche un invito, come Comitato per i Requisiti del
Voto in Democrazia
https://crvd.org, a tenere "attenzionato" il
tema, troppo spesso sottovalutato fino al patatrack.
Facciamoci un film dell'orrore:
Cosa sarebbe accaduto negli USA in questo transition period
se avessero avuto un sistema di voto elettronico remoto?
Ok, ora proviamo a riportarlo nello stivale:
Cosa sarebbe accaduto se non solo fosse stato introdotto un
sistema di voto elettronico remoto, ma fosse stato fatto sulla
base del prodotto software Terminus di Casaleggio?
La democrazia richiede fiducia nel sistema di voto, e l'unico
modo è non fidarsi, architetture distribuite di umani e carta
per riconteggio.
Fabio