La domanda che mi pongo è: se invece di "Intelligenza Artificiale" li avessimo chiamati "confezionatori di testi", su tutto quanto ventilato e temuto -- ridefinizione dei mercati del lavoro, dei modelli produttivi e dell'economia mondiale (musica reboante di sottofondo), distruzione di posti di lavoro, controllo algoritmico, potere delle piattaforme digitali, crescenti disuguaglianze, trasformazioni strutturali e culturali della società (crescendo della musica reboante di sottofondo) -- avremmo cambiato prospettiva, ...oppure no?: - Avremmo seriamente temuto tutto questo? - L'avremmo discusso in questi termini? Non è che ci siamo fatti suggestionare dalle stesse parole inventate che abbiamo tirato fuori? Io TEMO QUESTO della società d'oggi: 1. Al peggio non c'è mai fine, ma non è discutere del problema inventato che ci consentirà di risolvere quello vero...; 2. Mi viene pure il dubbio che inventare falsi problemi -- o, più esattamente, false cause e falsi responsabili -- venga fatto da utili idioti (giornalisti), "pilotati" apposta per focalizzare male la nostra attenzione. Scusate l'atteggiamento da grillo parlante, ma ne ho viste troppe di GRAVI prese in giro... Il 2025-07-10 12:32 J.C. DE MARTIN ha scritto:
Per una Intelligenza artificiale responsabile
Aprire un dialogo tra ricercatori di scienze sociali che studiano le conseguenze dello sviluppo delle tecnologie digitali in ambiti lavorativi e ingegneri della conoscenza che progettano e realizzano sistemi di Intelligenza artificiale. E’ la via indicata da un workshop a Pisa che ha esplorato problemi e soluzioni.
Clara Punzi
25 Giugno 2025 | Sezione: gigeconomy, Lavoro, primo piano
L’adozione su larga scala dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta trasformando il modo in cui viviamo e lavoriamo. Spinta da una rapida accelerazione tecnologica, sostenuta dalle strategie economiche della grandi imprese digitali e dalle scelte politiche dei governi, l’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo i mercati del lavoro, i modelli produttivi e l’economia mondiale. Questo cambiamento solleva interrogativi urgenti: la distruzione di posti di lavoro, il controllo algoritmico, il potere delle piattaforme digitali, le crescenti disuguaglianze, le trasformazioni strutturali e culturali della società.
Sono stati questi alcuni temi al centro del workshop “AI, Labour and Society”, tenutosi il 10 giugno 2025 presso l’Università di Pisa, organizzato dal gruppo di ricerca in Intelligenza Artificiale della Scuola Normale Superiore di Pisa e dall’Istituto di Studi Avanzati “Carlo Azeglio Ciampi” della Scuola Normale con il supporto della “Fondazione FAIR – Future Artificial Intelligence Research”. L’incontro ha visto la partecipazione di studiose e studiosi provenienti da ambiti disciplinari e contesti geografici diversi, dando vita a un confronto ricco e articolato sulle traiettorie dell’innovazione tecnologica, che ha evidenziato come queste non si esauriscano in mere trasformazioni tecniche, ma siano profondamente intrecciate con dinamiche di potere, disuguaglianze sociali e conflitti politici.
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