Scusa Guido,
premesso che ammiro e rispetto Beppe Attardi che è certamente estremamente competente in termini di IA, se con "dare ascolto" intendi "credere", beh, temo che questo atteggiamento ci riporti all'ipse dixit. La discussione su fatti scientifici non può mai procedere per "fede".
Ad esempio, in questo recente scambio avvenuto in lista
On 11 Apr 2023, at 20:34, Antonio Casilli <antonio.casilli@telecom-paris.fr> wrote:PS. I LLM sono tutt’altro che Stochastic Parrots: ripetere a pappagallo i testi da cui sono stati allenati è proprio ciò che non sanno fare.Beppe, "stochastic parrot" non è questo. Timnit Gebru et al. ne parlano nel senso di un dispositivo che "haphazardly stitch[es] together sequences of linguistic forms (...), according to probabilistic information about how they combine, but without any reference to meaning". L'accento è sullo "stochastic".Ma non è questo quello che fanno i LLM della serie GPT: non attaccano affatto insieme “sequenze di forme linguistiche”. Questo riprodurrebbe appunto pezzi di frasi a pappagallo. Invece il loro meccanismo di base è quello del calcolo della distribuzione di probabilità della prossima parola a seguire in una sequenza.
> Quanti sanno "com'è"?
sicuramente, una piccola frazione di quelli che presumono di saperlo :-)
perché non diamo ascolto a chi su queste cose ha lavorato scientificamente a livello internazionale per una vita?
sta qui in lista, si chiama @Giuseppe Attardi
G.
On Sun, 16 Apr 2023 at 17:55, alessandro marzocchi <alemarzoc@gmail.com> wrote:
Facile essere d'accordo ma ... come "fare i conti" con qualcosa che non capisco come funziona?
questo sistema è lì così com'è,Quanti sanno "com'è"?Qui origina "il disagio di collasso" perchè non è un'auto ma un "coso" che già oggi funziona come il nostro cervello, indirizza la nostra mente, le nostre scelte, i nostri comportamenti.
Cordialmente
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Date: Sun, 16 Apr 2023 17:14:15 +0200From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com>
To: Roberto Dolci <rob.dolci@aizoon.us>
Cc: "delromano@gmail.com" <delromano@gmail.com>, Nexa
<nexa@server-nexa.polito.it>
Concordo.
Bisognerebbe smetterla di ragionare su quello che ChatGPT dovrebbe essere o
ci piacerebbe che fosse (in sostanza: il front-end di una base di
conoscenza editabile, come d'altronde ce ne sono tanti) e ragionare invece
su quello che è, su come usarlo e con quali cautele, sul non usarlo e
perché, o sulla opportunità giuridica di impedire del tutto il suo uso.
Insomma, nel '900 qualcuno avrebbe potuto chiedere, o addirittura esigere,
che le autovetture fossero alimentate a biada, offuscando però il dibattito
sulla necessità di installare semafori in città. Questo è il pericolo che
vedo nella posizione del Garante italiano.
E' ovvio che siamo tutti a disagio davanti al fatto che la conoscenza
globale collassi in un solo sistema proprietario, e per di più
*intrinsecamente* allucinato.
Ma questo sistema è lì così com'è, e più che levare contro di esso grida
manzoniane, dovremo pensare seriamente a come farci i conti.
G.
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