Riprendo questo thread di aprile per aggiungere:
<http://www.rnw.nl/english/article/eu-wants-stricter-control-censorship-software>
Ciao,
Paolo
Il 26/04/2011 19:00, Andrea Glorioso ha scritto:
> On 4/26/2011 2:14 PM, Paolo
Brini wrote:
>> Il 26/04/2011 13:48, Andrea Glorioso ha scritto:
>>> Sarei interessato alle vostre opinioni su come
evitare / diminuire
>>> questo genere di comportamenti da parte delle aziende
europee.
>>
>> Buona giornata Andrea,
>>
>> credo che esporre al massimo simili comportamenti possa
essere un
>> (blando) deterrente, come pubblicità negativa, almeno per
quelle aziende
>> che si rivolgono anche al mercato consumer.
>
> "Naming and shaming", ok. Non sono certissimo che al
consumatore medio
> gliene freghi granché se l'azienda X vende questo tipo di
materiale in
> Egitto, Cina o dove sia, ma male non può fare. Il rischio è
però di
> semplificare situazioni complicate - non mi pare il caso che
riferisci
> tu, posto che quanto riferisce il WSJ sia vero. Ma ci sono
situazione
> oggettivamente più complesse, come le aziende di
telecomunicazione che
> *devono* progettare i loro apparati in maniera che siano
pronte per la
> "lawful interception".
>
>> Per quanto riguarda quello che possono fare le
istituzioni, immagino,
>> pur non essendone sicuro al 100%, che la percorribilità
di due strade
>> possa essere valutata: la prima concerne reprimere quei
prodotti in
>> quanto (almeno alcuni di essi) sono catalogabili
precisamente come virus
>> e/o spyware e valutare eventuali sanzioni.
>
> Teniamo però presente che, tanto per fare l'esempio della
Germania, c'è
> voluta la sentenza di una corte di un Lander per decidere che
la polizia
> non poteva utilizzare spyware durante le attività
investigative.
> Inoltre, sono abbastanza dubbioso sulla possibilità di
catalogare questi
> programmi in maniera così netta, ma sarei curioso di sapere
se sono
> stati fatti dei tentativi per definire dei criteri.
>
>> C'è anche da dire che la
>> vendita di virus e spyware sofisticati a governi
potenzialmente ostili
>> all'Unione Europea potrebbe essere vista come una
minaccia alla
>> sicurezza degli Stati Membri, in quanto nulla impedisce
al governo che
>> li acquista di inocularli anche nei computer di cittadini
e di
>> rappresentanti governativi e di sicurezza dell'Unione e
dei Paesi Membri.
>
> Se per quello, nulla impedisce ai governi dell'Unione Europea
di
> inocularli nei computer dei propri cittadini.. ma mi fermo
qui per
> carità di patria. :)
>
>> La seconda strada è considerare questi strumenti come
"armi" utilizzate
>> esclusivamente per violare i diritti fondamentali dei
cittadini (per es.
>> privacy, segretezza delle corrispondenza e libertà di
espressione) e per
>> mettere a repentaglio l'incolumità personale e la vita
stessa.
>
> E una volta considerati come "armi", quale sarebbe il passo
successivo?
>
> Ciao, grazie,
>
> Andrea
>
>
>
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