Ciao, approfitto della comunicazione asincrona fornita dalla lista perché purtroppo non mi è possibile partecipare agli incontri, ahimè nemmeno da remoto. Anzitutto splendida conversazione. :-) Temo che il fatto che si tratti di zeri è di uno sia stato fortemente sottovalutato durante la conversazione: come ha provato a suggerire Antonio Santangelo, stiamo parlando di macchine. E' fantastico cosa riusciamo a far fare loro, ci potranno essere utilissime in futuro, ma continuano ad essere macchine deterministiche, programmi replicabili e spiegabili. Su questo osservo sempre di più una forte confusione, che inizia a preoccuparmi, perché quando qualcuno prova a spiegarlo (come Antonio durante la riunione) viene gentilmente ignorato. Il punto sostanziale di cui prendere coscienza è che stiamo applicando categorie vecchie di centinaia di anni a macchine che non capiamo. Non appena riusciamo a comprenderle, infatti, le troviamo ingegnose e utilissime, ma molto meno "intelligenti". Purtroppo sono le categorie a non essere pronte. Sono gli occhiali a non essere adatti (ehm... sto citando Kant? o chi altri? non ricordo... scusate). Le macchine continuano ad essere solo macchine. A questo proposito, il discorso sulla necessità della filosofia per definire un vocabolario condiviso è rischioso: il vocabolario va sviluppato all'interno dell'informatica. Il filosofo può certamente portare un contributo a questo sviluppo: tirare le orecchie al marketing, richiamando la necessità di onestà intellettuale. Ma per farlo in modo autorevole, temo che debba imparare non solo il linguaggio dell'informatica, ma l'informatica stessa. Una comprensione vaga non è sufficiente, e rischia di confondere in buona fede fatti scollegati come la complessità di un'auto che si guida da sola (che è molto di più di intelligenza artificiale applicata, ma sono sensori, controlli... etc) con la guida a distanza di un drone. Le riflessioni più interessanti e profonde emerse (ovviamente imho) sono quella sull'etica e quella sulla fenomenologia. Il "because we can" è una enorme, stratosferica, banalizzazione della cultura hacker (e d'altronde, si parla di una serie NetFlix :-D). Il valore fondante della cultura hacker è la curiosità. Mentre gli hacker si scontrano normalmente sugli altri valori, condividono la curiosità. Non la conoscenza: si può fare ottime domande se si ammette di non sapere. L'ignoranza, quando non viene nascosta, non è mai stigmatizzata da un hacker. E' un passaggio normale del percorso di ricerca di una qualsiasi verità. Non la libertà o la condivisione: queste sono quasi sempre parte dei valori identitari di un hacker, ma sono funzionali a facilitare, come umanità, la ricerca. Non il superamento delle barriere o la messa in discussione dell'autorità. Questa al massimo è dovuta all'insofferenza dell'incompetenza, in quando d'intralcio alla ricerca. L'attività che caratterizza un hacker è sempre quella di curiosare, di spingersi oltre... dove non sa o dove non conosce, per imparare. Questo gli consente di fare. Un hacker fa, per verificare sperimentalmente la propria conoscenza. Ma questa ricerca ha una etica molto profonda, volta alla crescita dell'essere umano. Non è solo un "perché siamo capaci". Sulla fenomenologia secondo me si giocherà buona parte della ricerca futura. Quando sarà finalmente chiaro che stiamo parlando di macchine e di statistica, inizieremo a chiederci come queste macchine possono estendere la nostra comprensione del mondo. E sarà veramente importante che qualcuno si ricordi di chiedere ad alta voce e insistentemente: "ma cosa ci impediscono di vedere? cosa ci deformano?". A presto! E grazie ancora della bella conversazione. Giacomo Il giorno 23 gennaio 2018 13:07, Nexa Media <media@nexa.polito.it> ha scritto:
*REMINDER*:
vi ricordiamo che mercoledì 24 gennaio 2018, dalle ore 13 alle ore 14,
si svolgerà il 57° Nexa Lunch Seminar, con un incontro dal titolo:
*“L’occhio della macchina. Per un approccio filosofico alla Computer Vision“.*
Ospite dell'incontro* Simone Arcagni *(Università di Palermo).
Ingresso libero, webcast live all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/upcoming-events.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
https://nexa.polito.it/lunch-57
Cordiali saluti,
Francesco
Il giorno 15 gennaio 2018 14:09, Nexa Media <media@nexa.polito.it> ha scritto:
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui <http://nexa.polito.it/lunch-57> [image: NEXA]
57° Nexa Lunch Seminar Mercoledi 24 gennaio 2018, ore 13.00 - 14.00
Politecnico di Torino
http://nexa.polito.it/lunch-57 L'occhio della macchina. Per un approccio filosofico alla Computer Vision
Speaker Simone Arcagni (Università di Palermo)
This event will be webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events Agli inizi degli anni '80 il filosofo Paul Virilio, che indaga sulle logiche della percezione attraverso uno studio su macchine, apparati, media e dispositivi, propone la fondazione di una branca di studio che si soffermi sui fenomeni di visione dei computer. *La "Visionica"*, come lui la chiama, *si occuperà di macchine che guardano autonomamente e di sguardi senza vista*. Negli stessi anni il neuropsicologo David Marr, chiamato da Marvin Minsky all'Artificial Intelligence Lab da lui fondato al MIT, fonda una disciplina all'interno della computer science che viene chiamata Computer Vision e che si occupa di abilitare le macchine a vedere.
La mia ricerca prova a elaborare concetti, studiare analogie e, soprattutto, provare a definire in chiave filosofica lo specifico della visione del computer rintracciando i suoi caratteri e la logica che definisce. Parafrasando i titoli dei saggi di Kevin Kelly e di Ed Finn *ci chiediamo "cosa voglia" lo sguardo computazionale e quale sia il suo impatto* sia nei termini di logica culturale che di agente sociale.
*Ingresso libero - Saranno disponibili panini e bibite per coloro che si saranno registrati su http://lunch57.eventbrite.com <http://lunch57.eventbrite.com> entro il 22 gennaio.*
BIOGRAFIE - e informazioni supplementari
[image: [ARCAGNI]]
*Simone ARCAGNI* è Professore Associato presso l’Università di Palermo. Studioso di cinema, media, nuovi media e nuove tecnologie. Insegna inoltre allo IULM di Milano e alla Scuola Holden di Torino. E' curatore di Digita!, mercato dei contenuti digitali e dirige il gruppo di ricerca EmergingSeries oltre a essere direttore di "EmergingSeries Journal”. Collabora con "Nòva-Il Sole 24Ore", "Film TV", “Oxygen”, “Segnocinema”, "Agorà" e altre riviste scientifiche e di divulgazione scientifica. Tiene un suo blog (Postcinema) sul sito "Nòva100" de "Il Sole 24Ore". È consulente e collaboratore di festival, enti, conferenze, collane editoriali, riviste e fa parte di diversi comitati scientifici nazionali e internazionali. La sua ultima pubblicazione è *Visioni digitali. Video, web e nuove tecnologie* (Einaudi 2016).
Letture consigliate e link utili:
- J. Crary,* Le tecniche dell'osservatore. Visione e modernità nel XIX secolo*, Einaudi, Torino, 2013. - Davis, *Il calcolatore universale*, Adelphi, Milano, 2003. - Pedro Domingos, *L’algoritmo definitivo*, Bollati Boringhieri, Torino, 2016. - D. Marr, *Vision: A Computational Investigation into the Human Representation and Processing of Visual Information*, Mit Press, Cambridge (Mass.), 2010./li> - M. Minsky, *La società della mente*, Adelphi, Milano, 1989. - A. Pentland, *Fisica sociale. Come si propagano le buone idee*, Università Boconi Editore, Milano, 2015. - P. Virilio, *La macchina che vede*, Sugarco, Milano, 1989. - E. Finn, *What Algorithms Want: Imagination in the Age of Computing*, MIT Press, Cambridge (Mass.), 2017.
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e “Nexa Lunch Seminar”
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto sulla società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about .
Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo, i temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e molto altro.
Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo staff e i Fellows del Centro Nexa.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti i “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/mercoledi.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese *dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed in this email. Our events are free and open to the public, unless otherwise noted.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive this newsletter if this email was forwarded to you. To manage your subscription preferences, please click here <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
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