E' sul concetto di "infondate" che bisogna intendersi, ed è
lì che ci si imbratta tra gli automatismi dell'algoritmo e la valenza semantica
di un accostamento statistico (che si presume fondato o almeno tecnicamente
corretto).
La violenza verbale del web che tanto agita il dibattito di questi
giorni assume nel caso di autocomplete una paradossale sublimazione.
Son più d'accodo, manco a dirlo ;), con il Tribunale di Milano:
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Matteo G.P. Flora
Inviato: mercoledì 15 maggio 2013 9.57
A: NEXA List
Oggetto: [nexa] Google condannata a cancellare le associazioni infondate
diAutocomplete
Google condannata a cancellare le associazioni infondate di
Autocomplete
Le combinazioni suggerite da Autocomplete per la ricerca con le parole
«Bettina Wulff»
Lo ha stabilito una sentenza: la funzione che suggerisce parole per la
ricerca può essere lesiva dei diritti della persona
<http://www.lastampa.it/2013/05/15/tecnologia/google-condannata-a-cancellare-le-associazioni-infondate-di-autocomplete-1WmmH3KqasHqpzsoKhFwdL/pagina.html>
Bettina Wulff, moglie separata dell’ex presidente federale
Christian
Wulff, tirerà ora un sospiro di sollievo. Secondo quanto deciso ieri
dalla Cassazione tedesca, infatti, Google dovrà cancellare le
combinazioni di termini proposte dalla sua funzione di completamento
automatico che risultino diffamatorie e lesive dei diritti della
personalità.
Nel caso specifico i giudici hanno dato ragione a un imprenditore
tedesco che aveva querelato Google dopo aver scoperto che, digitando
il suo nome sul motore di ricerca, venivano proposte automaticamente
le parole “Scientology” e “truffa”.
Indirettamente la sentenza
riguarda un caso ben più illustre: quello dell’ex First Lady
Bettina
Wulff, che alcuni mesi fa aveva querelato Google proprio a causa della
funzione di completamento automatico, chiamata Autocomplete.
Scrivendo “Bettina Wulff” nella casella di ricerca di
Google,
Autocomplete suggerisce infatti combinazioni come “Bettina Wulff
prostituta” o “Bettina Wulff escort”, replicando così
delle voci su un
presunto passato a luci rosse di Frau Wulff messe in giro negli anni
scorsi da alcuni nemici politici dell’ex presidente. I legali di
Bettina Wulff avevano deciso di congelare il procedimento, in attesa
della sentenza della Cassazione giunta ieri.
Finora Google si è sempre difesa spiegando che Autocomplete non fa
altro che basarsi sulle combinazioni più frequentemente digitate dagli
utenti. In ogni caso, ha scritto la Cassazione tedesca in un
comunicato, Google e i gestori dei motori di ricerca in generale non
sono obbligati a verificare preventivamente se le combinazioni di
parole suggerite in automatico sulla base di un algoritmo violino la
legge, bensì ne rispondono solo nel momento in cui entrano a
conoscenza del fatto che quella specifica combinazione viola i diritti
della personalità del soggetto interessato dalla ricerca. Tradotto:
Google non dovrà ora passare in rassegna tutte le possibili
combinazioni di parole suggerite in automatico, ma diventa
responsabile dopo essere stata informata dalla persona che si sente
vittima di diffamazione. A quel punto, se non reagisce, potrà essere
querelata.
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Matteo G.P. Flora - The Fool srl - CEO & Founder
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