On 2018-06-28 08:05, Vincenzo Mario Bruno Giorgino wrote:
Comprendo le osservazioni dal punto di vista del consumatore e del distributore tradizionale. Mi sfugge il senso politico "progressivo" della proposta di alleanza capitale-lavoro in un contesto in cui appena potrà quel capitale sostituirà gli esseri umani con l'automazione. In una prospettiva di più lungo raggio va affrontato il tema del superamento del lavoro nella distribuzione (commesse, cassiere, spedizionieri di Amazon...) e nella produzione. E ciò è anche conseguenza della stessa economia collaborativa "buona", quella P2P, dei commons collaborativi ecc.. Se condividiamo le auto esistenti, se ne produrranno di meno, meno occupazione, meno GNP ecc... E se inoltre sviluppiamo la produzione sociale non di mercato (Benkler) con un'infrastruttura adeguata e potente come le tecnologie di archiviazione distribuita unite ad altre piattaforme per l'interoperabilità di diverse forme economiche, va da sè che dobbiamo rivedere alcuni fondamentali. Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il capitale, se la stessa ragione di sopravvivenza dell'impresa viene meno con il cadere del costo marginale su cui invita a riflettere Riflkin.
Grazie, personalmente concordo su tutto, ci trovo solo aggiungere un paio di cose: 1) quanto scrivi sopra è anche inevitabile, e positivo, anche per limiti *fisici* (dalla quantità di terra arabile, a quella di combustibili fossili sia disponibili che bruciabili senza problemi enormi, allo spazio per parcheggiare auto nei centri urbani) 2) sul "lavoro che non è variabile centrale": personalmente sono d'accordo, mi limito a osservare che qui da noi significa buttare l'articolo UNO della Costituzione, mica qualche comma in appendice :-). Ma buttare quello significa buttare metà delle infrastrutture e centri di potere che abbiamo, mica solo i sindacati **di oggi**. Un lavoro enorme :-) Ma l'ostacolo ancora più grande è la mentalità delle persone. Non i ricchi, la gente normale di oggi, che se gli applichi quel discorso non ha più una ragione per alzarsi la mattina, o fortissime preoccupazioni che i figli prenderanno una brutta strada se non devono "lavorare" a tempo pieno, pure in uno shit job, per vivere. Quelli che combatteranno più ferocemente questi discorsi sono i manager **intermedi** di aziende pubbliche e private, gli operai, i genitori, la casalinga di voghera, NON i "capitalisti" Marco -- http://mfioretti.com