[...]Grazie Carlo per la bella riflessione, sapevo che non ti avrei convinto..ma non era quello il punto.A me cio' che convince poco e' il fatto di voler considerare tutti i contenuti alla stessa maniera, quasi che tutti i contenuti siano creati e pensati allo stesso modo e debbano quindi circolare in modo eguale perche', come scrivi tu, e' cambiata radicalmente la prospettiva di accesso alla conoscenza e della fruizione alle opere, e i rimedi fin qui predisposti sono di per se' inadeguati.Secondo me non e' cosi', almeno non del tutto. A me sembra lampante che non si sia voluto nell'ultimo decennio tutelare chi i contenuti li crea e li produce professionalmente, perche' un certo tipo di creazione costa e continua a coinvolgere molte persone e professionalita' diverse, oltre che investimenti.
Faccio notare infine che, quand'anche il diritto d'autore fosse modificato nella direzione espressa dai riformatori piu' radicali o innovativi, con una drastica riduzione della sua durata, o con un meccanismo che preveda la caduta nel pubblico dominio di tutto cio' per cui non si specifichi la volonta' di protezione, i problemi di enforcement su Internet sarebbero gli stessi. Forse ci sarebbe una avversione ideologica inferiore verso l'industria dei contenuti, questo si...