Le reazioni politiche. Nella discussione
in aula la posizione di Maroni è stata contestata da Casini. "Guai a promuovere
provvedimenti illiberali", ha affermato il leader dell'Udc: "Le leggi esistenti
già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni
continue su Internet, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete".
"Le norme attuali e l'azione della Polizia postale sono sufficienti per
colpire i comportamenti criminali in rete. Non vorrei che in nome di questo
obiettivo, il governo pensasse invece a norme che limitino la libertà di
internet", afferma Paolo Gentiloni, presidente del forum Comunicazioni del Pd.
"Giù le mani dal web. Vanno perseguiti i reati non
limitata la libertà", aggiunge Dario Franceschini in un messaggio su Twitter.
Secondo l'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris, "per fermare la violenza
che corre su Internet, non c'è bisogno di nuove leggi, basterebbe applicare con
rigore quelle già esistenti". Sulla stessa lunghezza d'onda Ffwebmagazine, il
periodico online della Fondazione Farefuturo che invita il governo a non cedere
"alla 'sindrome cinese', la tentazione della censura preventiva".